È stata emessa una condanna a otto anni di reclusione nei confronti di un uomo di 73 anni, residente a Copertino, riconosciuto colpevole del reato di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni della figlia della sua convivente. La sentenza è arrivata dalla prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Fabrizio Malagnino, al termine di un processo complesso e articolato.
I fatti contestati all’imputato si sarebbero verificati tra il 2016 e il 2019 nel territorio leccese. Le violenze sessuali, ritenute provate dai giudici, si sarebbero consumate in momenti di apparente quotidianità: la minore veniva abusata mentre guardava la televisione o svolgeva i compiti, secondo quanto emerso durante il dibattimento.
A rappresentare la vittima, costituitasi parte civile, è stato l’avvocato Alessandro Stomeo. Il tribunale ha disposto in favore della ragazza anche una provvisionale di 50mila euro, in attesa di eventuali ulteriori risarcimenti in sede civile.
Parallelamente, il 73enne è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, che riguardava presunte violenze fisiche nei confronti della compagna e dei suoi tre figli minorenni, tra cui episodi di calci e schiaffi. Le testimonianze e le prove portate in aula non hanno, secondo il collegio giudicante, raggiunto il livello di certezza necessario per una condanna.
Un ulteriore capo d’imputazione riguardava una presunta minaccia aggravata con arma da fuoco, che l’uomo avrebbe rivolto alla sua compagna nel 2017. L’episodio, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe avvenuto quando il 73enne avrebbe puntato una pistola alla testa della donna.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, come previsto dalla procedura. Il caso ha suscitato forte attenzione anche per la delicatezza delle vittime coinvolte e per la complessità delle dinamiche familiari emerse durante il processo.