Centro sociale disabili, progetto fermo a Gallipoli per i costi lievitati

Il Comune rinuncia al finanziamento da 2,8 milioni della Regione: la compartecipazione economica supera quella prevista, innescando scontro politico

A Gallipoli si arresta il progetto per il centro sociale destinato a persone con disabilità, che prevedeva il recupero dell’ex edificio Inam tra via XX Settembre e via Perrone. L’iniziativa, presentata in risposta a un avviso pubblico regionale, doveva essere cofinanziata con un contributo di 2 milioni e 800 mila euro dalla Regione Puglia. Tuttavia, un nuovo calcolo dei costi complessivi ha modificato radicalmente gli equilibri economici dell’intervento.

Il Comune, in seguito a una delibera della commissaria prefettizia Eufemia Tarsia, ha dichiarato l’impossibilità di firmare il disciplinare con la Regione, che avrebbe regolato il finanziamento. A determinare lo stop è stato l’aumento esponenziale della quota di compartecipazione comunale, passata da circa 300 mila euro a oltre 2 milioni e 900 mila euro, più del 52% dell’intero investimento, e quindi superiore alla stessa somma stanziata dalla Regione.

Il nuovo quadro economico è emerso durante la stesura del progetto esecutivo, a cura dell’ingegnere Luca Mengoli, incaricato dal Comune. Le verifiche strutturali sull’edificio, concesse in comodato d’uso per vent’anni all’ente locale, hanno evidenziato gravi criticità che richiederebbero interventi ben più onerosi di quelli previsti in fase preliminare. Secondo i tecnici, per portare a termine il recupero dell’immobile occorrerebbe incrementare le risorse di almeno 1,7 milioni di euro.

L’iter iniziale, curato dall’ingegnere Lorenzo De Pinto con la consulenza del distretto socio sanitario, prevedeva un recupero integrale dell’edificio per una spesa totale stimata in 3 milioni di euro, con una partecipazione comunale modesta. La situazione è radicalmente cambiata dopo le più recenti analisi tecniche, che hanno messo in luce problemi strutturali di rilievo, rendendo il progetto insostenibile per le finanze dell’amministrazione.

Il caso ha provocato forti reazioni sul piano politico, in particolare da parte del circolo cittadino di Fratelli d’Italia. Nel comunicato diffuso dal gruppo politico, si evidenzia come le problematiche tecniche più gravi siano emerse soltanto dopo le elezioni regionali. In particolare, si sottolinea la discrepanza tra le promesse di interventi legati all’installazione di pannelli fotovoltaici e la presenza di criticità strutturali profonde, che interesserebbero perfino le fondamenta dell’edificio.

Il mancato accesso al finanziamento regionale, in ragione di una quota di compartecipazione giudicata “insostenibile” per il bilancio comunale, alimenta ora un acceso dibattito tra le forze politiche cittadine.

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