Una scarica elettrica letale ha spezzato due vite in pochi attimi. Accadde il 27 settembre 2019, in un’abitazione di via San Giuseppe da Copertino, a Nardò, dove Anna Cinzia Cataldi, 45 anni, stava stendendo il bucato nel cortile di casa con i piedi bagnati. Accanto a lei, la vicina di casa Antonella Antonaci, 51enne biologa, intervenuta per prestare soccorso dopo aver sentito le urla. Entrambe persero la vita, folgorate da un malfunzionamento elettrico.
A distanza di anni, il caso trova ora un epilogo nelle aule del Tribunale civile di Lecce. Il giudice monocratico Biagio Politano ha disposto un risarcimento di un milione di euro in favore del marito e dei due figli di Antonaci. L’importo verrà versato per la grave negligenza che ha portato alla morte delle due donne, causata da un impianto elettrico irregolare e da dispositivi salvavita non conformi.
Parallelamente, già nel 2021, Giuseppe Calignano, marito della Cataldi e utilizzatore dell’abitazione teatro della tragedia, ha patteggiato una condanna a un anno e mezzo di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni personali. Nel procedimento penale, infatti, era emerso che un cavo elettrico scoperto, situato all’esterno, incrociava pericolosamente il filo utilizzato per stendere i panni.
Quel giorno in casa era presente anche la figlia della coppia, Soave, testimone diretta dell’incidente. La giovane, notando l’accaduto, riuscì a intervenire prontamente staccando il contatore, evitando ulteriori tragedie. Il marito della biologa, anche lui colpito dalla scarica, riportò solo ustioni lievi ed è sopravvissuto.
Secondo gli accertamenti condotti dopo l’incidente, l’impianto elettrico dell’abitazione non era a norma, e il salvavita risultava inefficiente o assente. Le perizie hanno confermato che il cavo elettrico difettoso si trovava esattamente nel punto in cui Cataldi era solita stendere il bucato, rendendo l’intera area un potenziale pericolo mortale.
Nel corso del processo civile, Calignano ha sostenuto di non essere proprietario dell’immobile, dichiarando di utilizzarlo soltanto in modo sporadico. Tuttavia, la sua responsabilità in quanto utilizzatore abituale è stata confermata, come anche la sua posizione di garante della sicurezza dell’impianto elettrico domestico.