Sono stati circa un milione e 400mila i pugliesi che nell’ultimo anno hanno effettuato acquisti online. Meno di 4 residenti su 10. Un mercato che, nonostante la forte crescita (+31% in dieci anni, con gli ultimi 12 mesi che hanno che hanno visto acquistare online quasi il 54% della popolazione italiana, vede il Belpaese al penultimo posto in Europea, davanti solo alla Bulgaria.
Web dove si va ad acquistare principalmente abbigliamento, scarpe e accessori (23,2%), articoli per la casa (17,3%), film (13,4%), servizi di trasporto (11,4%), prodotti di cosmetica (9,5%), libri e riviste (9,3%).
Secondo l’elaborazione fatta dalla Cgia sugli ultimi dati Istat, la percentuale più elevata di residenti per regione che negli ultimi 12 mesi ha effettuato un acquisto con il commercio elettronico è stata la Provincia Autonoma di Trento con il 49,2% (pari a 268.000 consumatori). Seguono la Valle d’Aosta con il 47,2% (58.000), la Toscana con il 47% (1.722.000) e il Friuli Venezia Giulia con il 46,4% (554.000). Chiude la graduatoria nazionale la Calabria con il 27,6% (pari a 507.000 consumatori).
Secondo la CGIA l’e-commerce è un fenomeno strutturale, ma non è detto che la sua diffusione porterà alla cancellazione dei negozi di
prossimità. I dati mostrano un quadro complesso: il commercio fisico mantiene ancora la quota dominante delle vendite e rimane centrale
nelle abitudini dei consumatori. Ciò che manca è una cornice politica ed economica che permetta alle piccole attività locali di competere su
parametri equi, riconoscendone il valore economico e sociale.
“In altre parole – conclude la Cgia – abbiamo bisogno di scelte politiche (non una resistenza alla modernità, ma una gestione consapevole della transizione) che trasformi la sfida digitale in un’opportunità per tutti.