Produzione propria. Storie sull’uscio di casa: giovedì 8 gennaio al To Kalò Fai di Zollino

Giovedì 8 gennaio alle 19 al laboratorio urbano To Kalò Fai di Zollino (Lecce) è in programma la presentazione di “Produzione propria. Storie sull’uscio di casa”, una mostra fotografica e una artzine dedicati alle pratiche di produzione e vendita “domestiche” di frutta e verdura che ancora resistono nel Salento. Il progetto, a cura di Francesca Casaluci e Clara Zanoni, è realizzato da Salento Km0 in collaborazione con Meditfilm e Luoghi e Visioni con il contributo del Consiglio Regionale della Puglia nell’ambito dell’Avviso “Futura. La Puglia per la parità – 3ª edizione”.

Produzione propria. Storie sull’uscio di casa

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di insegne.

Basta una porta socchiusa, una cassetta di verdura sull’uscio, un cartello scritto a mano: Produzione propria.

Produzione propria è un omonimo progetto di indagine visiva e narrativa che racconta una pratica di economia rurale di prossimità ancora presente nei paesi del Salento: la vendita domestica di frutta e verdura coltivate in proprio. Un fenomeno discreto e sempre più raro, che si manifesta negli interstizi tra lo spazio domestico e urbano, sull’uscio delle abitazioni, nei garage e negli androni trasformati in piccoli luoghi di scambio.

Il progetto nasce dall’incontro tra Francesca Casaluci, antropologa e operatrice culturale attiva nella valorizzazione della cultura alimentare, e Clara Zanoni, fotografa impegnata nel reportage e nella ricerca autoriale, il cui lavoro è orientato al racconto visivo e si estende anche a progetti di cinema nelle scuole.

Da questa collaborazione è nata una mostra fotografica e una artzine in quattro numeri, ciascuno dedicato ad una donna incontrata durante la ricerca. Attraverso le fotografie di Clara Zanoni e i racconti di Francesca Casaluci, Produzione propria restituisce visibilità alle donne che gestiscono questi micro-spazi di vendita temporanei. Figure centrali depositarie di saperi agricoli e alimentari legati alla stagionalità, alla conoscenza del territorio e alle relazioni di vicinato, esse incarnano un modello economico di antica origine, fondato sulla piccola scala e sulla prossimità. Ma più di tutto esse sono custodi di importanti legami sociali.

Garage, cucine e ingressi domestici diventano soglie in cui produzione e consumo si incontrano e in cui si mantengono vivi legami comunitari messi in crisi dalla spersonalizzazione della grande distribuzione e dalla società dei consumi. Il progetto racconta una presenza quotidiana e discreta, osservata nella sua fragile attualità, senza intenti nostalgici ma con l’obiettivo di restituire attenzione a piccole storie spesso non riconosciute.

Produzione propria si configura come un’occasione di riflessione sui modelli di consumo sostenibili, sulle economie locali e sul ruolo delle donne nella gestione del rapporto tra produzione, cibo e comunità dove la soglia non è un limite ma luogo in cui una comunità continua, ostinatamente, a esistere.

 

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