A distanza di oltre un mese dal parere della Commissione tecnica comunale riguardo al referendum contro il potenziamento e l’estensione della filovia a Lecce, il Comitato promotore torna a sollecitare risposte concrete dall’amministrazione cittadina. Con una comunicazione formale, il Comitato, guidato dal portavoce Marcello Favale, ha richiesto di conoscere la data di convocazione del Consiglio comunale, come indicato dalla Commissione stessa, affinché si possa finalmente affrontare la questione referendaria.
Il parere tecnico, che era stato comunicato il 11 dicembre 2025, avrebbe dovuto segnare una svolta decisiva nel processo del referendum richiesto da ben 7.234 cittadini leccesi, che hanno firmato contro il progetto approvato dalla delibera di Giunta n. 221 del 28 maggio 2025. Tuttavia, secondo il Comitato, da quel momento non ci sono stati sviluppi concreti, e il processo referendario è rimasto bloccato.
“La decisione del Consiglio comunale e la ripresa dell’iter referendario – sottolinea Favale – sono attese non solo dai firmatari, ma dall’intera comunità cittadina.” La questione della filovia, infatti, è considerata una delle più controverse e importanti nell’attuale agenda amministrativa, con impatti diretti sulla mobilità urbana, sul tessuto urbano e sulla qualità della vita dei cittadini.
Per il Comitato promotore, dare il via alla prosecuzione del procedimento referendario sarebbe fondamentale non solo per la trasparenza, ma anche per la partecipazione democratica. “Affrontare apertamente la questione – aggiungono – contribuirebbe a fare chiarezza e a rafforzare il rapporto di fiducia tra amministratori e cittadini.”
Ora, l’attenzione si concentra sul Consiglio comunale, che deve ancora essere convocato per discutere della questione. Il Comitato si augura che l’amministrazione prenda in considerazione la necessità di un’accelerazione del processo, poiché, secondo loro, non è più possibile rimandare ulteriormente senza creare tensioni e incertezze all’interno della città.