Ancora una lettera minatoria recapitata all’ufficio della giudice per le indagini preliminari Francesca Mariano, in servizio presso il tribunale di Lecce. Il nuovo atto intimidatorio, arrivato tra Capodanno e l’Epifania, si aggiunge a una lunga scia di minacce ricevute dalla magistrata, già da tempo sotto protezione a causa del suo impegno contro la criminalità organizzata.
La missiva è stata trovata direttamente sulla scrivania della gip, al quinto piano del Palazzo di Giustizia in viale De Pietro, e immediatamente sequestrata dagli agenti della Squadra Mobile, che hanno avviato le indagini. L’obiettivo è accertare se dietro la nuova intimidazione si celi la stessa mano responsabile di precedenti episodi di matrice mafiosa, già noti alle forze dell’ordine.
Uno degli atti più inquietanti risale al 3 novembre 2025, quando una testa di capretto venne posizionata sulla tomba del padre della giudice, nel cimitero di Galatina, suo paese natale. Minacce simili erano già state documentate a febbraio 2024, quando sotto l’abitazione della giudice fu lasciata un’altra testa di capretto, insanguinata e infilzata da un coltello da macellaio.
Nonostante le continue minacce, la gip Mariano ha proseguito il proprio impegno pubblico, partecipando attivamente a dibattiti e incontri nelle scuole per promuovere la legalità tra i giovani. In particolare, ha più volte sottolineato i pericoli del facile arricchimento attraverso le attività illecite, invitando le nuove generazioni a scegliere strade alternative alla criminalità.
L’ennesimo gesto intimidatorio riaccende i riflettori sulla delicatezza del ruolo dei magistrati impegnati in prima linea contro le mafie, ma anche sulla necessità di rafforzare la sicurezza di chi, come la giudice Mariano, rappresenta un simbolo di giustizia e resistenza civile.