Un errore informatico ha generato un errore sanitario nel comune di Lizzanello, dove una donna di 105 anni è stata erroneamente trasformata in una bambina di cinque anni all’interno del sistema informatico della sanità regionale. La vicenda, confermata dal medico di medicina generale Giuliano Pastore, ha portato all’assegnazione automatica dell’ultracentenaria a un pediatra, con la conseguente cancellazione dalla lista dei suoi assistiti abituali.
L’assurdo si è verificato nella frazione di Merine, dove l’anziana è residente. Il sistema digitale, a causa di un’anomalia non meglio precisata, ha effettuato una “rinascita informatica”, attribuendo alla paziente una nuova identità anagrafica.
L’effetto immediato è stato l’interruzione delle normali procedure sanitarie. Dalla casa di riposo in cui la donna è ospite sono arrivate segnalazioni continue: blocchi nell’emissione delle ricette, ritardi nell’accesso a prestazioni sanitarie già previste e un generale disorientamento tra gli operatori. In sostanza, l’errore ha creato un vuoto assistenziale pericoloso, lasciando una paziente fragile senza le cure adeguate per un tempo indefinito.
Il caso ha assunto un tono grottesco, quasi comico, ma le conseguenze sono state tutt’altro che leggere. La situazione ha evidenziato una fragilità strutturale nel sistema informatico della sanità pugliese, che, invece di alleggerire la burocrazia, spesso la complica.
Non si tratta di un caso isolato. Da San Donato di Lecce sono emerse segnalazioni analoghe che coinvolgono almeno altri tre pazienti. Il problema, quindi, sembra più ampio di quanto inizialmente ipotizzato. E se si considera che nella sola provincia di Lecce si contano circa 250 persone ultracentenarie – una cifra destinata a salire con l’invecchiamento della popolazione – il rischio di nuove “rinascite digitali” è tutt’altro che remoto.
La sanità digitale, concepita per migliorare efficienza e precisione, mostra qui il suo lato oscuro: la dipendenza da sistemi automatizzati può provocare disservizi gravi. Un semplice bug può bastare per rimuovere diritti acquisiti e bloccare l’accesso a cure fondamentali. Il sistema si mostra così vulnerabile proprio in relazione ai soggetti più fragili, come gli anziani.
La segnalazione è stata inoltrata ai tecnici regionali, che stanno analizzando il caso. Tuttavia, l’accaduto solleva interrogativi urgenti sulla tenuta dei sistemi digitali sanitari in un contesto demografico in evoluzione. L’automatizzazione, se non accompagnata da controlli e aggiornamenti adeguati, rischia di trasformarsi in un nuovo ostacolo piuttosto che in uno strumento di semplificazione.