Un nuovo assalto al bancomat scuote la provincia di Lecce. Nella notte appena trascorsa, la zona commerciale di Surbo è stata teatro dell’ennesimo tentativo di furto con l’utilizzo della cosiddetta tecnica della marmotta, un metodo estremamente pericoloso che continua a ripetersi con preoccupante frequenza sul territorio. Anche in questo caso, come già avvenuto nel recente episodio di Squinzano del 16 gennaio, il colpo è fallito, pur causando danni rilevanti.
Intorno alle 3.15, un boato ha rotto il silenzio notturno nei pressi del cinema multisala The Space, dove è situato lo sportello automatico del Monte dei Paschi di Siena finito nel mirino di un commando di malviventi. L’esplosione è stata particolarmente violenta e ha danneggiato in modo significativo la struttura esterna dell’ATM.
Secondo le prime ricostruzioni, i criminali hanno inserito nell’erogatore di banconote un congegno metallico carico di esplosivo, provocando la deflagrazione. Nonostante l’impatto distruttivo, il dispositivo di sicurezza ha retto e i banditi non sono riusciti a impossessarsi del denaro.
Fallito il tentativo e scattato l’allarme, i responsabili si sono dati a una rapida fuga. Un vigilante dell’istituto Cosmopol, giunto sul posto in pochi istanti, avrebbe notato almeno sei persone con il volto coperto allontanarsi velocemente. Il gruppo si sarebbe diviso a bordo di due Alfa Romeo Stelvio, una bianca e una grigio scuro, imboccando la tangenziale.
Durante la fuga, i malviventi avrebbero anche sparso chiodi a quattro punte sull’asfalto, una tecnica utilizzata per rallentare o impedire eventuali inseguimenti da parte delle forze dell’ordine.
Sul luogo dell’esplosione sono intervenuti i carabinieri della stazione di Surbo, insieme agli artificieri del Nucleo investigativo di Lecce, per i rilievi tecnici e la messa in sicurezza dell’area. Contestualmente, la centrale operativa ha diramato le ricerche dei veicoli sospetti su tutto il territorio provinciale.
Le indagini sono ora concentrate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di identificare i responsabili. Gli investigatori non escludono che si tratti della stessa banda che da mesi sta colpendo non solo nel Leccese, ma anche nelle province di Brindisi e Taranto, alimentando un fenomeno criminale ormai di rilievo interprovinciale.