Nel contesto delle attività di contrasto ai reati contro il patrimonio, e in particolare agli assalti ai bancomat, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno individuato due autovetture abbandonate in un’area rurale situata tra i comuni di Lecce e Campi Salentina. Il ritrovamento rappresenta un tassello significativo nell’indagine relativa all’assalto a uno sportello automatico avvenuto nei giorni scorsi a Squinzano, episodio che ha destato particolare allarme sul territorio.
Le verifiche immediate hanno consentito di accertare che i veicoli, un’Alfa Romeo Stelvio e una Opel Corsa, erano entrambi provento di furto e circolavano con targhe contraffatte. Secondo i primi riscontri investigativi, le due auto sarebbero state utilizzate proprio per il raid compiuto mediante la cosiddetta tecnica della “marmotta”, un metodo che prevede l’introduzione di un ordigno artigianale all’interno dello sportello bancomat per provocarne l’esplosione e consentire l’asportazione del denaro.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, coordinati dal Tenente Colonnello Cristiano Marella, che hanno eseguito rilievi tecnici approfonditi e una completa documentazione dello stato dei mezzi. Le autovetture presentavano evidenti manomissioni interne, compatibili sia con le modalità tipiche del furto d’auto sia con l’utilizzo per finalità criminose, confermando l’ipotesi di un impiego diretto nell’assalto.
Un elemento ritenuto particolarmente rilevante dagli investigatori è il materiale rinvenuto all’interno e nelle immediate vicinanze dei veicoli. Sono stati infatti recuperati chiodi metallici, generalmente utilizzati per essere sparsi sull’asfalto al fine di ostacolare eventuali inseguimenti delle Forze dell’Ordine, oltre a diversi arnesi da scasso, strumenti abitualmente impiegati durante i colpi agli sportelli automatici. Tutti questi elementi rafforzano il quadro indiziario relativo a un’azione pianificata e condotta da soggetti con esperienza nel settore criminale.
Le due autovetture sono state poste sotto sequestro e saranno ora sottoposte a ulteriori accertamenti tecnici e scientifici, finalizzati anche all’eventuale repertazione di tracce utili all’identificazione degli autori del raid. Le indagini proseguono in stretto coordinamento con l’Autorità Giudiziaria, inserendosi in un contesto investigativo più ampio che coinvolge diverse province pugliesi.
In questo quadro assumono particolare rilievo le recenti operazioni condotte dall’Arma dei Carabinieri nel resto della regione. Gli arresti effettuati nelle ultime ore nel Tarantino, insieme a quelli eseguiti nei giorni scorsi nel Foggiano, hanno portato allo smantellamento di batterie criminali specializzate negli assalti ai bancomat mediante ordigni esplosivi, gruppi capaci di operare anche su scala interprovinciale. Gli investigatori non escludono che l’episodio di Squinzano e il successivo rinvenimento dei veicoli possano essere riconducibili allo stesso circuito criminale o a organizzazioni contigue, accomunate da analoghe modalità operative e dalla disponibilità di mezzi logistici simili.