La controversa vicenda legata al progetto di potenziamento del filobus a Lecce si sposta ora sul piano tecnico-istituzionale, con il Comitato per il referendum abrogativo che ha depositato una richiesta formale alla Commissione tecnica del Comune. Nella giornata di oggi, 9 febbraio 2026, i rappresentanti del comitato hanno sollecitato un pronunciamento definitivo riguardo alla legittimità dell’iter seguito fino a questo momento, portando la questione sotto i riflettori anche per quanto riguarda la conformità alle norme regolanti le consultazioni popolari.
Al centro della disputa c’è il dibattito sull’adeguatezza delle normative che governano i referendum locali. Il documento presentato fa riferimento agli eventi del 6 febbraio scorso, quando il Consiglio comunale di Lecce ha approvato due ordini del giorno per “completare l’iter deliberativo” e rendere il regolamento dei referendum conforme allo statuto comunale. Secondo la maggioranza del consiglio, l’attuale regolamento che disciplina il referendum abrogativo non sarebbe completamente in linea con la normativa vigente.
Questa posizione ha sollevato le critiche della minoranza e del Comitato, che hanno chiesto un intervento immediato e chiarificatore da parte della Commissione tecnica. La richiesta formale, indirizzata al presidente della Commissione, Vincenzo Tondi Della Mura, al senatore e avvocato Giovanni Pellegrino e al segretario generale, avvocato Giacomo Mazzeo, chiede in particolare un parere definitivo sulla “ammissibilità del quesito referendario” e una conferma riguardo alla “legittimità della procedura seguita per la raccolta e la convalida delle firme”, che sono state oltre 7mila, in conformità con le disposizioni legali attualmente in vigore.
A sottoscrivere il documento, oltre al portavoce del Comitato, Marcello Favale, c’è un ampio fronte di opposizione che include i capigruppo di diverse liste e partiti locali. Fra questi, Giovanni Occhineri per Avanti Lecce, Christian Gnoni per Coscienza civica, Sergio Della Giorgia per Lecce città pubblica, Andrea Fiore per Noi per Lecce, Marco De Matteis per Sveglia Lecce e Paolo Foresio per il Partito Democratico.
La mossa mira a sbloccare l’impasse che rischia di compromettere la validità del referendum, sostenuto da numerosi cittadini. Il timore è che modifiche regolamentari introdotte all’ultimo momento possano annullare o ritardare il percorso referendario. Ora, la palla passa alla Commissione tecnica che, ai sensi dell’articolo 20 dello statuto comunale, dovrà pronunciarsi su questa che è ormai diventata una vera e propria battaglia sulla partecipazione democratica in città.