Condanna a sei anni per aggressione a 86enne a Lecce

tribunale

Una condanna a sei anni di reclusione, accompagnata da una multa e dal risarcimento del danno, ha chiuso con rito direttissimo una vicenda di violenza avvenuta nel centro di Lecce alla fine di gennaio. Il Tribunale ha ritenuto responsabile un uomo di 41 anni, di origini pakistane, accusato di tentata rapina e lesioni personali aggravate nei confronti di un 86enne.

Il giudice Pietro Baffa, al termine dell’udienza, ha disposto non solo la pena detentiva ma anche una sanzione pecuniaria di 1.500 euro, oltre all’obbligo di risarcire la vittima per i danni subiti. Una decisione che si è discostata dalla richiesta formulata dal pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a quattro anni di reclusione.

I fatti risalgono al 29 gennaio scorso, quando l’imputato era stato arrestato dalla Polizia e condotto in carcere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’episodio si era verificato in strada durante un’attività di accattonaggio. Il 41enne avrebbe chiesto del denaro all’anziano, ma al rifiuto di quest’ultimo la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Stando alle accuse, l’uomo avrebbe reagito con violenza, colpendo l’86enne e provocandone la caduta a terra. L’aggressione avrebbe causato lesioni tali da rendere necessario il trasporto in ospedale, dove l’anziano era stato medicato e successivamente dimesso con una prognosi di 30 giorni. Le ferite riportate, pur non risultando permanenti, avevano richiesto cure mediche e un periodo di convalescenza significativo per una persona di età avanzata.

L’intervento delle forze dell’ordine aveva consentito di individuare e fermare in tempi brevi il presunto responsabile. L’arresto era scattato lo stesso giorno dell’episodio e la posizione dell’uomo era stata esaminata con rito direttissimo, procedura che consente di accelerare i tempi del giudizio quando l’arresto avviene in flagranza o in situazioni analoghe.

Nel corso dell’udienza, il quadro accusatorio si è concentrato sulla dinamica dell’aggressione e sulle conseguenze riportate dalla vittima. La qualificazione dei fatti come tentata rapina è legata alla richiesta di denaro accompagnata, secondo l’impostazione dell’accusa accolta dal giudice, da un comportamento violento finalizzato a ottenere con la forza quanto inizialmente negato.

La sentenza ha quindi riconosciuto la gravità dell’episodio, sia per la condotta contestata sia per l’età particolarmente avanzata della persona offesa. Il risarcimento disposto in favore dell’86enne sarà determinato nelle sedi opportune, ma rappresenta un ulteriore elemento della decisione che mira a tutelare la vittima sotto il profilo civile oltre che penale.

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