Tentato assalto a portavalori sulla Lecce-Brindisi, scena muta dei due interrogati

Due presunti rapinatori fermati dopo il fallito colpo a un furgone blindato, ma restano in fuga altri complici. Indagini in corso per individuare eventuali infiltrazioni interne

tribunale

Lunedì 9 febbraio, lungo la statale 613 Brindisi-Lecce, un audace assalto a un furgone blindato della Battistolli Spa ha scosso l’area, con un bottino che avrebbe superato i 5,9 milioni di euro destinati alla Banca d’Italia di Lecce. Il colpo, messo a segno da un commando armato e ben organizzato, ha visto l’uso di fucili d’assalto, esplosivi e veicoli incendiati per bloccare la strada, una modalità paramilitare che ha avuto l’obiettivo di fermare il blindato e prelevare il denaro.

Nonostante la violenza dell’assalto, il tentativo di rapina è stato sventato, grazie anche al sistema di sicurezza del portavalori, che rende inutilizzabili le banconote in caso di attacco. Fortunatamente, le sei guardie giurate a bordo del furgone sono rimaste illese. L’assalto ha scatenato un lungo inseguimento tra le campagne circostanti, durante il quale sono stati arrestati due presunti membri della banda.

I due uomini, entrambi originari di Foggia, sono accusati di gravi reati, tra cui tentato omicidio aggravato, rapina aggravata, associazione mafiosa e altri crimini. Dopo l’arresto, sono stati portati davanti al Gip Tea Verderosa per l’interrogatorio di convalida dei fermi, ma hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. La giudice si pronuncerà nelle prossime ore sulla convalida dei fermi.

Le indagini sono ancora in corso, con la polizia che sta cercando almeno altri sei complici che sono riusciti a fuggire durante l’inseguimento. Tra le piste aperte, gli inquirenti stanno anche verificando la possibilità di complicità interne, in particolare se ci siano stati eventuali “talpe” che hanno fornito informazioni ai rapinatori sulla pianificazione del colpo.

Le immagini dell’assalto, che hanno fatto il giro del mondo, hanno suscitato preoccupazione non solo per la violenza del tentativo di rapina, ma anche per l’organizzazione paramilitare che ha caratterizzato l’azione del commando, rendendo questo assalto uno dei più audaci e violenti degli ultimi tempi.

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