Operazione “Vortice Déjà Vu”: cinque condanne e numerose assoluzioni

Il tribunale di Lecce infligge 58 anni complessivi di reclusione. Cadono molte accuse, tra assoluzioni e prescrizioni

Tar

Si è concluso con cinque condanne il processo ordinario nato dall’operazione antimafia “Vortice Déjà Vu”, che vedeva imputate 22 persone (una nel frattempo deceduta) che avevano scelto di non accedere a riti alternativi durante l’udienza preliminare del 17 settembre 2015.

La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, presieduta dalla giudice Bianca Todaro. Per gli altri imputati, il collegio ha disposto assoluzioni con la formula “per non aver commesso il fatto” oppure il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato di detenzione ai fini di spaccio.

Le condanne

La pena più severa, 15 anni di reclusione, è stata inflitta a Salvatore Milito, 53enne di Squinzano, unico imputato per il quale è stata riconosciuta la responsabilità per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Assolti dall’accusa di 416 bis, ma condannati per altri reati, Marco Greco, 51 anni, e Luca Greco, 53, entrambi di Casalabate: per loro rispettivamente 11 e 10 anni di reclusione. Dieci anni anche per Luigi Antonio Rollo, 69enne di Lizzanello, mentre Giuseppe Sirsi, 70 anni, di Campi Salentina, è stato condannato a 12 anni.

Per tutti e cinque è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per l’intera durata della pena. Per Milito è prevista inoltre la libertà vigilata per tre anni al termine dell’espiazione.

Le assoluzioni nel merito

Sette le assoluzioni con formula piena “per non aver commesso il fatto”. Tra queste spicca quella di Giovanni De Tommasi, 65enne di Campi Salentina, per il quale la Procura aveva sollecitato una condanna a 15 anni. Già condannato in passato per appartenenza alla Sacra Corona Unita con funzioni direttive fino al dicembre 2001, era accusato di aver continuato a esercitare un ruolo di vertice nei territori di Campi Salentina, Squinzano e zone limitrofe, anche durante la detenzione.

Assolto anche Carlo Marulli, 53 anni, di Squinzano, pure lui imputato per associazione mafiosa e destinatario di una richiesta di condanna a 8 anni. Entrambi, difesi dall’avvocata Francesca Conte, hanno dimostrato la propria estraneità ai fatti contestati.

Verdetto di non colpevolezza anche per Alfredo Scazzi, 47 anni, di Squinzano; Piero Blaco, 45, di Campi Salentina; Fernando Russo, 44, di Trepuzzi; Pompilio Talesco, 65, di Carmiano; Giuseppe Russo, 42, di Campi Salentina. Per questi ultimi è stata inoltre dichiarata la prescrizione limitatamente all’accusa di spaccio.

I proscioglimenti per prescrizione

Il decorso del tempo ha invece estinto il reato di detenzione ai fini di spaccio per altri nove imputati, che sono stati prosciolti per intervenuta prescrizione. Un ulteriore non doversi procedere ha riguardato una donna nel frattempo deceduta.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

A completare il collegio difensivo un ampio pool di avvocati dei fori di Lecce e Brindisi.

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