Un sospetto, una spedizione punitiva e una richiesta di denaro come presunto “risarcimento”. È questo il quadro che emerge dall’aggressione avvenuta la sera del 16 settembre 2025 a Maglie, in provincia di Lecce, dove un ragazzo di 21 anni è stato picchiato in strada da un gruppo di coetanei che lo riteneva un confidente dei carabinieri.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane si trovava in compagnia di due amiche quando è stato avvicinato da diversi ragazzi. Il gruppo lo avrebbe poi costretto a spostarsi in una via più isolata del paese. È lì che sarebbe iniziato il pestaggio: calci, pugni e schiaffi, accompagnati da insulti e sputi. Il 21enne sarebbe stato colpito più volte al volto, riportando escoriazioni, in particolare all’occhio sinistro, e diverse ferite che lo hanno lasciato sanguinante a terra.
Alla base dell’aggressione ci sarebbe stata l’accusa di aver fornito informazioni ai carabinieri su alcune attività del gruppo. Gli aggressori avrebbero preteso mille euro, sostenendo che quella somma dovesse “risarcire” la presunta soffiata. Una richiesta che, secondo gli inquirenti, configura l’ipotesi di tentata estorsione.
Non solo violenza fisica, ma anche minacce pesanti. Il capo del gruppo avrebbe intimato al ragazzo di non rivolgersi alle forze dell’ordine, prospettando gravi conseguenze nel caso in cui avesse sporto denuncia. Il clima di intimidazione avrebbe spinto il 21enne, almeno inizialmente, a non formalizzare alcuna denuncia, nonostante sul posto fossero intervenuti i carabinieri, allertati da una donna che aveva assistito alla scena.
Il giorno successivo, però, il giovane avrebbe deciso di raccontare l’accaduto a un brigadiere. In quell’occasione avrebbe spiegato che, durante l’aggressione, uno dei ragazzi gli aveva preso il cellulare per fotografare una chat contenente il numero del militare con cui aveva avuto contatti settimane prima. Un gesto che avrebbe rafforzato nei componenti del gruppo il sospetto che il 21enne avesse parlato con le forze dell’ordine.
Il racconto non è stato messo nero su bianco con una denuncia formale, ma è stato comunque un elemento importante per l’avvio delle indagini. Nei mesi successivi, i carabinieri hanno approfondito gli accertamenti fino a identificare i presunti responsabili.
Il gruppo è composto da nove giovani: cinque maggiorenni – un 18enne, un 19enne, due 20enni e un 21enne – e quattro minorenni. Per i cinque maggiorenni è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Le accuse contestate sono lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione. Si tratta di un passaggio che potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio. La posizione dei minorenni, invece, segue il percorso previsto dal tribunale per i minori.
Dalle indagini sarebbe emerso anche un contesto più ampio. Il gruppo, secondo quanto ricostruito, avrebbe iniziato a farsi notare a Maglie per piccoli furti e per attività legate allo spaccio di droga, coinvolgendo anche ragazzi più giovani. Un ambiente segnato da dinamiche di intimidazione e controllo del territorio che avrebbe fatto da sfondo all’aggressione di settembre.