Sequestrati 115 kg di pesce senza tracciabilità, 18.000 euro di multe e beneficenza

L'operazione della Guardia di Finanza di Gallipoli tutela salute e solidarietà con il sequestro di pescato privo di documentazione.

La Guardia di Finanza di Gallipoli, attraverso la sua Sezione Operativa Navale, ha recentemente portato a termine un’importante operazione di polizia ittica, sequestrando ben 115 chilogrammi di pesce privo di tracciabilità. Questo intervento si inserisce in una serie di attività volte a contrastare le irregolarità nel settore ittico, un ambito che riveste particolare rilevanza per la tutela dell’economia locale e della salute dei cittadini.

Nel corso dell’operazione, i Militari hanno identificato quattro persone, le quali sono state sanzionate per un importo complessivo di 18.000 euro a seguito di violazioni amministrative. Le ispezioni sono state svolte con l’obiettivo di garantire la trasparenza della filiera alimentare, soprattutto in un settore particolarmente sensibile come quello della pesca.

L’intervento non solo testimonia l’attenzione costante rivolta dalle Fiamme Gialle al contrasto delle irregolarità nel settore ittico, ma l’operazione non si è limitata alla mera repressione delle violazioni. Dopo il sequestro, il pescato è stato sottoposto a verifiche sanitarie da parte del personale medico della ASL, che ha certificato l’idoneità al consumo del prodotto. A sorpresa, il pesce non è stato distrutto, ma è stato devoluto in beneficenza a un ente locale, con l’intento di sostenere le persone e le famiglie bisognose.

Questa scelta ha avuto un forte impatto positivo, dimostrando come un’azione di controllo possa anche tradursi in un’opportunità di aiuto concreto per chi vive difficoltà economiche, creando così un legame tra legalità, sicurezza alimentare e solidarietà.

L’operazione si inserisce all’interno di un ampio quadro di controlli finalizzati al rispetto delle normative europee in materia di pesca. In particolare, la mancanza delle indicazioni obbligatorie relative all’origine del prodotto, come previsto dal Regolamento (CE) n. 1224/2009, ha reso impossibile ricostruire la provenienza del pesce. Questo è un aspetto cruciale per garantire ai consumatori la trasparenza e la sicurezza nella scelta degli alimenti destinati al mercato.

Foto: www.gdf.gov.it
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