Il caso degli autovelox installati sulla tangenziale est di Lecce continua a far discutere. Due nuove sentenze del giudice di pace hanno annullato altrettante multe per eccesso di velocità, condannando il Comune anche al pagamento delle spese legali. Il risultato è l’ennesimo debito fuori bilancio per Palazzo Carafa.
Le decisioni sono state presentate in Commissione Bilancio dall’assessore al Patrimonio Maria Luisa Greco. Una delle contravvenzioni riguardava un automobilista multato il 14 febbraio 2025, sorpreso a viaggiare a 110 chilometri orari in un tratto con limite a 90. La seconda sentenza, indicata con il numero 6518/2025, riprende le stesse motivazioni ed è stata definita una vera e propria “sentenza fotocopia”.
Il punto centrale resta lo stesso già evidenziato in altri ricorsi: l’assenza di omologazione dell’autovelox. Secondo il giudice, la semplice autorizzazione amministrativa non può sostituire la procedura di omologazione prevista dall’articolo 142 del Codice della strada. Senza questo passaggio, la sanzione non è valida.
La vicenda ha riacceso lo scontro politico. Dall’opposizione arrivano critiche alla scelta di mantenere attivi gli autovelox, nonostante le numerose sentenze sfavorevoli. Il consigliere Giovanni Occhineri (Avanti Lecce) ha sottolineato che continuare a emettere verbali che potrebbero essere annullati rischia di aumentare i costi per il Comune.
Diversa la posizione della maggioranza. Il presidente della Commissione Bilancio Oronzino Tramacere ha spiegato che l’amministrazione intende impugnare le sentenze, aspettando l’esito dei ricorsi in appello prima di prendere decisioni definitive.
Intanto dall’opposizione arriva la richiesta di sospendere temporaneamente gli autovelox fino a quando non verrà chiarita la questione normativa, per evitare nuovi debiti fuori bilancio.
L’assessore Greco ha però ricordato che la normativa è in evoluzione. Un decreto legislativo presentato a livello europeo a fine gennaio 2026 punta a equiparare omologazione e autorizzazione degli apparecchi. Se approvato, potrebbe cambiare il quadro nel giro di poche settimane.
Nel frattempo il nodo resta aperto: le multe continuano a essere contestate nei tribunali e ogni ricorso accolto si trasforma in un nuovo costo per le casse comunali.