Comunità energetiche, a Lecce confronto su sostenibilità e bollette

In sesta commissione consiliare l’approfondimento sulle Cer: cittadini e imprese al centro della produzione condivisa di energia rinnovabile.

elettricità

Ridurre i costi dell’energia e promuovere la produzione da fonti rinnovabili condivisa tra cittadini e imprese. È stato questo il tema al centro della sesta commissione consiliare del Comune di Lecce, dedicata alle opportunità offerte dalle comunità energetiche rinnovabili (Cer).

Ad aprire i lavori è stato il presidente della commissione Bronek Pankiewicz, che ha introdotto il confronto su un modello energetico sempre più rilevante per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo dei territori.

Nel corso dell’incontro è intervenuto il data analyst Davide Stasi, sottolineando come la competitività delle imprese dipenda sempre più dal costo dell’energia. Ridurre le spese energetiche, ha spiegato, rappresenta una leva fondamentale per rafforzare la capacità produttiva e sostenere la crescita economica.

Stasi ha evidenziato anche una forte concentrazione del settore energetico italiano. L’82% del fatturato è nelle mani di società con sede legale in Lazio e Lombardia, nonostante la produzione di energia sia distribuita su tutto il territorio nazionale. Questo meccanismo genera squilibri territoriali, poiché tasse e imposte vengono versate nelle regioni dove le aziende hanno la sede legale.

In questo contesto la Puglia occupa soltanto il quindicesimo posto tra le regioni italiane, pur ospitando numerosi impianti da fonti rinnovabili.

Le Cer consentono di produrre e condividere energia rinnovabile a livello locale, soprattutto attraverso impianti fotovoltaici, favorendo l’autoconsumo e riducendo i costi in bolletta per cittadini e imprese.

La diffusione di questi modelli è sostenuta anche dal quadro normativo nazionale. Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 dicembre 2023 n. 414, noto come decreto Cacer, ha definito gli incentivi per gli impianti rinnovabili inseriti nelle configurazioni di autoconsumo energetico.

A disciplinarne il funzionamento è anche il Testo integrato per l’autoconsumo diffuso (Tiad), che stabilisce le modalità operative e i contributi riconosciuti all’energia condivisa.

Il confronto avviato a Lecce rappresenta dunque un primo passo per approfondire le opportunità delle comunità energetiche, sempre più centrali nel percorso di transizione energetica dei territori.

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