Giovanni Camassa, agricoltore 59enne del Salento, ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Lecce. Una decisione estrema con cui intende protestare contro la condanna all’ergastolo, confermata nel marzo scorso dalla Corte d’appello di Catanzaro al termine del processo di revisione.
L’uomo è stato ritenuto responsabile dell’omicidio di Angela Petrachi, giovane madre di Melendugno scomparsa il 26 ottobre 2002. Il corpo della donna fu ritrovato l’8 novembre in un bosco di Borgagne, in condizioni che evidenziavano una violenza particolarmente grave.
Nonostante la sentenza definitiva, Camassa continua a proclamarsi innocente. Al centro della difesa resta l’assenza di tracce del suo DNA sui luoghi del delitto, sul corpo della vittima e sugli abiti. Al contrario, sarebbe stata individuata una traccia biologica riconducibile a un uomo legato in passato alla donna.
Lo sciopero della fame, comunicato ai familiari nelle ultime ore, preoccupa fortemente i suoi cari, che temono conseguenze per la salute. Il gesto viene interpretato come una forma di protesta estrema contro la decisione dei giudici.
Nel frattempo, i legali attendono il deposito delle motivazioni della sentenza per valutare un eventuale ricorso in Cassazione, ultimo possibile passaggio giudiziario.