A testa alta e con zero punti. Il Lecce c’è, ma d’ora in poi servirà la concretezza

Con la Roma ennesima prova positiva e potenzialmente da pareggio contro una big, ma ancora una volta poca attenzione negli episodi chiave L'articolo A testa alta e con zero punti. Il Lecce c’è, ma d’ora in poi servirà la concretezza proviene da Calcio Lecce.

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Se si escludono in particolare le annate “storiche” sotto la guida dei Lecce di Mazzone, Zeman e Rossi, le cui compagini erano semplicemente di tutt’altra categoria rispetto a quella attuale, i giallorossi in Serie A non hanno mai infilato così tante buone prove contro compagini d’alta classifica. Qualcosa di simile l’aveva fatto Marco Baroni, a cui in effetti i risultati positivi con le grandi non erano certo mancati. Di Francesco invece, con soltanto un paio di appuntamenti ancora in calendario, ad oggi si è accontentato soltanto di applausi e di un misero punto (allo Juventus Stadium) su 9 gare in cui avrebbe meritato sicuramente di più.

Napoli e Roma da rimpianto

Passino i ko con Inter e Milan, anche se in tre occasioni su quattro il punto d’oro era lontano poco più che una manciata di minuti, con Napoli e Roma le sconfitte fanno davvero urlare al grande rimpianto. Sia all’andata, con i rigori di Camarda (da fermo) e Pierotti (in movimento) clamorosamente falliti, che al ritorno. E’ proprio nelle ultime due gare che il Lecce si sarebbe dovuto prendere almeno il punto, alla luce di quanto prodotto sul campo. A Napoli il primo tempo è stato il migliore del campionato e si è pagato l’averlo chiuso avanti di solo un gol, a Roma si è creato di meno ma l’xG nettamente pro-Lecce fa capire come comunque le pochissime azioni subite sarebbero e una maggior precisione di Tiago, Pierotti e Stulic avrebbe potuto portare in dote un prezioso pareggio.

Cambiare registro

Guardare al passato con rimpianto è qualcosa che in questa stagione si è già ripetuto in un paio di occasioni, senza che purtroppo il trend, in particolare con le big, cambiasse. Il Lecce di Di Francesco non è riuscito ad imparare dai suoi errori se non in una fase iniziale che ha portato la squadra a prendere le misure al campionato e tenersi quasi sempre sopra la linea di galleggiamento. Sarebbe bastato davvero poco, da quel pizzico di cinismo e qualità offensiva in più ad un maggior coraggio al saper leggere meglio determinate situazioni contro determinati avversari, per avere magari oggi quel margine di sicurezza sul terz’ultimo posto che avrebbe fatto arrivare il Lecce con meno timori al rush finale. Inutile piangersi addosso, cambiare registro è l’unica possibilità. Ma servirà farlo davvero, perché nel prossimo Lecce-Atalanta dire “beh però la prestazione almeno c’è stata” non sarà più un’opzione.

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