La Xylella fastidiosa continua a minacciare l’olivicoltura pugliese, con 115mila ettari ancora esclusi dal primo piano di rigenerazione da 300 milioni di euro. Per questo, Coldiretti Puglia ha richiesto l’attuazione urgente di un secondo piano di intervento, con il supporto delle istituzioni locali, nazionali ed europee, per sostenere ricerca, espianti e reimpianti.
L’appello arriva dal presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, dal direttore Pietro Piccioni e dal direttore di UNAPROL, Nicola Di Noia, durante un incontro con rappresentanti istituzionali, tra cui ANCI Puglia, l’Osservatorio Fitosanitario regionale, l’assessorato all’Agricoltura e il MASAF, in occasione della mobilitazione di 400 olivicoltori alla Fiera del Levante.
Secondo Coldiretti, la Xylella non è più solo un problema pugliese: l’avanzata della malattia rischia di compromettere l’intero settore olivicolo nazionale e la filiera dell’olio extravergine. Con la zona di contenimento che continua ad estendersi verso nord, diventa essenziale un’azione tempestiva e coordinata per contrastare la diffusione del batterio.
Cavallo ha sottolineato la necessità di interventi immediati per l’eradicazione delle piante infette, l’espianto degli ulivi secchi ancora presenti e finanziamenti adeguati per la ripresa delle attività agricole. Tuttavia, l’iter burocratico complesso ha rallentato l’attuazione del primo piano di rigenerazione, con appena 57 milioni di euro impegnati e solo 20,5 milioni effettivamente erogati, cifre insufficienti rispetto ai danni subiti dal settore.
Per favorire il rilancio dell’olivicoltura pugliese, è nato il polo antixylella, il polo si occuperà di: Fornire piante resistenti certificate come Lecciana, Leccio del Corno, Leccino e FS17;
Offrire mezzi tecnici e assistenza agronomica per la gestione dei nuovi impianti; Supportare le aziende agricole nell’accesso ai finanziamenti pubblici e privati.
Coldiretti ribadisce che, senza interventi strutturali e un maggiore impegno economico, il rischio è la scomparsa dell’olio pugliese e il collasso di un intero settore produttivo.