Un anziano di 84 anni, residente in un comune del circondario di Gallipoli, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stalking ai danni di un’operatrice socio sanitaria assegnata alla sua assistenza domiciliare. I fatti si sarebbero protratti per diversi mesi, in un’escalation di comportamenti ossessivi che hanno stravolto la quotidianità della donna, costringendola a modificare abitudini e orari per evitare di incontrarlo.
La vicenda ha avuto inizio quando il Comune di Sannicola ha affidato il servizio di assistenza all’84enne a una OSS, impiegata presso una cooperativa locale. La professionista, circa quarant’anni più giovane, ha inizialmente svolto il proprio incarico con la consueta dedizione, ma ben presto ha dovuto fronteggiare atteggiamenti sempre più invadenti e inopportuni da parte del paziente.
Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgerle apprezzamenti espliciti e avances. Con il passare del tempo, i comportamenti si sono fatti sempre più insistenti e invasivi: pedinamenti, telefonate continue, messaggi inviati in ogni momento della giornata.
A fine maggio scorso, l’anziano l’avrebbe afferrata per un braccio pretendendo un bacio. Dopo questo episodio, la donna ha deciso di confidarsi con la propria datrice di lavoro, ottenendo l’assegnazione a un nuovo utente. Tuttavia, il comportamento dell’uomo non si è interrotto.
Le pressioni psicologiche e l’ansia crescente hanno spinto l’operatrice a condividere quanto stava accadendo anche con i familiari, ma inizialmente non ha sporto denuncia, sperando in un cambiamento di atteggiamento da parte dell’anziano. La situazione, però, è peggiorata ulteriormente, inducendo infine la donna a rivolgersi alle autorità.