Un nuovo modello di inclusione sociale prende forma a San Cesario di Lecce, dove l’amministrazione comunale ha avviato un progetto che va oltre l’assistenza, puntando su formazione, empowerment e costruzione di reti territoriali a supporto delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il progetto “T/essere”, si sviluppa in più fasi e coinvolge direttamente famiglie, enti, associazioni e imprese locali.
Il punto di partenza è stato l’ascolto delle famiglie, accompagnato da attività di formazione e informazione. Si è dato spazio a temi cruciali come il “Dopo di Noi”, il diritto al lavoro, l’assistenza e le misure di sostegno, fino alla definizione di un progetto di vita personalizzato, in linea con il modello bio-psico-sociale.
Il supporto alle famiglie è già attivo con servizi come: la telefonia sociale, che consente un accesso facilitato ai servizi di welfare, e lo sportello di primo ascolto con supporto psicologico rivolto anche ai caregivers. L’intero percorso si è articolato come un viaggio sia interiore che territoriale, fatto di esperienze condivise e momenti di aggregazione.
Uno degli esempi più significativi è rappresentato dall’iniziativa “Swim – liberi di nuotare”, che ha offerto alle famiglie la possibilità di vivere il mare in modo accessibile e sicuro, grazie all’impegno di realtà locali come quella di Salvatore e Rosario Surano, che hanno aperto le porte a persone con disturbi cognitivi, permettendo a tutti di sperimentare momenti di libertà e benessere.
Attualmente il progetto è entrato nella sua terza fase, quella più operativa, incentrata su esperienze formative, laboratori esperienziali e percorsi di integrazione extrascolastica. Questa fase è gestita in collaborazione con Possiamo APS e coinvolge attivamente aziende, associazioni e realtà del terzo settore del territorio.
In questo modo è stato possibile creare un ponte tra le esigenze dei ragazzi e le opportunità del territorio. Il progetto tiene conto delle capacità, delle preferenze e della disponibilità dei giovani, in modo da costruire percorsi su misura.
L’obiettivo non è solo l’inserimento lavorativo, ma la piena partecipazione alla vita comunitaria, attraverso attività che siano sostenibili per le famiglie e che restituiscano dignità e visibilità ai ragazzi con disabilità.