Angelo Buccarella, 54enne residente a Boncore di Nardò, è stato arrestato al termine di un’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo, con l’accusa di aver favorito la latitanza di Cosimo Mazzotta, il 51enne condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di Gabriele Manca, avvenuto nel 1999 a Merine di Lizzanello. Buccarella, già noto alle forze dell’ordine per un precedente coinvolgimento in un furto di armi nel 2014, è stato fermato con l’accusa di procurata inosservanza di pena.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Lecce, ha rivelato come Buccarella avesse supportato Mazzotta durante la sua latitanza, che si è conclusa con l’arresto del 51enne nel bed and breakfast di Porto Cesareo, lo scorso aprile. Buccarella aveva procurato una stanza per Mazzotta nella struttura ricettiva e, ogni giorno, lo sfamava e gli faceva visita, cercando di mantenerlo in vita lontano dalle forze dell’ordine. Gli inquirenti hanno anche scoperto che Buccarella avrebbe avuto un ruolo nel favorire la fuga all’estero di Mazzotta, organizzando un giro di contatti per il disbrigo delle pratiche burocratiche necessarie.
Nel corso dell’inchiesta, i carabinieri hanno anche rivelato il legame stretto di Buccarella con ambienti della criminalità organizzata locale, come evidenziato nel provvedimento del giudice che lo ha posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Buccarella è difeso dall’avvocato Stefano Pati.
Questa operazione ha rappresentato l’ennesimo capitolo di una lotta senza sosta contro la criminalità nel Salento, portando alla luce connessioni pericolose e complici che si adoperano per proteggere latitanti e criminali.