Lecce, turismo in crescita nel 2025: numeri record e presenze in aumento

La città salentina supera quota 755mila presenze nei primi otto mesi del 2025. Ottimi risultati anche in provincia, ma restano le criticità legate ai trasporti.

Lecce conferma la sua ascesa nel panorama turistico nazionale con numeri che, nei primi otto mesi del 2025, superano ampiamente quelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati presentati in Commissione Attività Produttive a Palazzo Carafa, gli arrivi nelle strutture ricettive cittadine hanno raggiunto quota 281.665, in netto aumento rispetto ai 252.491 del 2024, mentre le presenze totali – ovvero il numero complessivo di notti trascorse – sono salite a 755.299, rispetto alle 671.850 dell’anno scorso.

A guidare l’incontro è stato Bronek Pankiewicz, presidente della commissione, affiancato da Graziana Giannetta, vicepresidente provinciale e membro del Consiglio nazionale di Federalberghi, e da Gianfranco Colella, vicedirettore di Confcommercio Lecce. Insieme hanno illustrato un quadro positivo che smentisce le previsioni negative circolate nei mesi passati.

La provincia di Lecce si piazza al secondo posto in Puglia per numero di arrivi nei primi otto mesi del 2025, con 1.342.667 turisti accolti, dietro solo a Bari (1.533.249). Tuttavia, è proprio Lecce a detenere il primato regionale per numero di presenze totali: 6.043.057, superando ampiamente sia Foggia (3.929.083) che la stessa Bari (3.563.816). Questi dati confermano un fenomeno in crescita, caratterizzato da un turismo più stanziale e duraturo, attratto dalla varietà dell’offerta salentina.

Un apporto decisivo è arrivato dalle principali località costiere, come Gallipoli, Otranto, Ugento, Porto Cesareo, Melendugno, Nardò e Santa Cesarea Terme, quest’ultima in particolare protagonista di una vera e propria impennata, con gli arrivi raddoppiati rispetto al 2024. Anche centri più piccoli come Tricase, Morciano di Leuca e Salve hanno registrato incrementi significativi, contribuendo alla valorizzazione di un territorio che sa offrire un mix vincente di mare, cultura e borghi autentici.

Nonostante i risultati incoraggianti, restano criticità irrisolte, in particolare sul fronte della mobilità. Giannetta ha sottolineato come le infrastrutture e i collegamenti verso il Salento rappresentino ancora un freno allo sviluppo turistico completo, indicando nel cosiddetto “baricentrismo” una delle cause principali. Secondo la dirigente di Federalberghi, la concentrazione dei voli su Bari penalizza l’intero territorio salentino, rallentando l’accessibilità soprattutto verso le aree più meridionali come Leuca. “Dobbiamo migliorare i collegamenti, non possiamo continuare a essere periferia del sistema trasporti”, ha dichiarato.

Malgrado queste difficoltà, il trend resta positivo e secondo Giannetta le presenze straniere nei mesi autunnali potrebbero spingere ulteriormente i numeri finali del 2025. “Basta con le narrazioni negative sul turismo salentino”, ha affermato, sottolineando che l’aumento delle presenze è passato dal 9% dello scorso anno all’11% attuale, e che ci sono ancora da contabilizzare i dati di settembre, ottobre e novembre.

Il turismo si conferma uno dei motori trainanti dell’economia locale, ma per sostenere questa crescita sarà fondamentale investire nei collegamenti intermodali, migliorare l’accessibilità aeroportuale e potenziare i trasporti pubblici. Il potenziale del Salento è evidente, ma per esprimerlo pienamente servirà una pianificazione infrastrutturale all’altezza della domanda crescente.

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