Un uomo di 36 anni, originario di Ugento, è stato denunciato in stato di libertà per aver effettuato uno scavo abusivo nel fondale marino dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, in una zona di particolare interesse archeologico e ambientale. L’intervento, è stato possibile grazie a una segnalazione dell’Area Marina Protetta e degli Ispettori Ambientali di Legambiente Porto Cesareo, che ha attivato l’operazione congiunta tra la Polizia di Stato del Commissariato di Nardò e l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Torre Cesarea.
L’uomo utilizzava uno scooter subacqueo per la ricerca e raccolta di metalli, strumento che impiegava in modo improprio per scavare il fondale. Attraverso la forza dell’elica del dispositivo, riusciva a creare buche profonde fino a un metro, sconvolgendo decine di metri quadrati di habitat marino. La pratica, oltre a essere illegale, compromette seriamente l’equilibrio ambientale di un’area classificata come Riserva Naturale Statale, tutelata da specifiche normative italiane e internazionali.
La zona in cui sono stati effettuati gli scavi è particolarmente sensibile dal punto di vista storico e archeologico, oltre che ambientale. L’azione dell’uomo ha causato un danno significativo agli ecosistemi sommersi, già minacciati da altri fattori antropici come l’inquinamento, la pesca non regolamentata e il turismo incontrollato.
Le forze dell’ordine, giunte sul posto, hanno proceduto immediatamente a sequestrare l’attrezzatura, il cui valore economico è risultato elevato, e a redigere gli atti per la denuncia del soggetto.
Le istituzioni coinvolte ricordano che attività di questo tipo rappresentano un grave rischio per l’ambiente, in particolare per le aree marine protette, e invitano la cittadinanza a segnalare comportamenti sospetti o illeciti. La collaborazione tra enti pubblici e cittadini è ritenuta fondamentale per la difesa e la valorizzazione del territorio.