Accordo raggiunto per l’ex Hotel Risorgimento: salvi 54 posti di lavoro

Firmata l’intesa tra Gest Resort e parti sociali: tutelata l’occupazione e valorizzato il patrimonio professionale

Si è chiusa positivamente la vertenza che coinvolgeva i lavoratori dell’ex Hotel Risorgimento di Lecce. Il 19 gennaio è stato siglato l’accordo definitivo che assicura la salvaguardia dei 54 dipendenti precedentemente impiegati dalla Vestas Srl, garantendo loro continuità occupazionale nonostante la vendita dell’immobile, anche se il percorso che ha condotto alla firma dell’intesa non è stato privo di ostacoli.

Grazie a un confronto serrato tra istituzioni, sindacati e proprietà, la vertenza ha assunto una nuova direzione, focalizzandosi sulla tutela del lavoro. Il tavolo negoziale ha permesso di riportare l’attenzione sul valore umano e professionale legato alla struttura, impedendo che la dismissione del bene immobiliare si traducesse in una crisi occupazionale.

Determinante è stato il ruolo della Uiltucs Puglia, con la sede di Lecce rappresentata dal segretario generale Marco Dell’Anna e dal coordinatore Giacomo Bevilacqua. A supporto del processo, anche la task force legale formata dagli avvocati Carlo Congedo e Maria Cristina Rizzo, insieme ad Arpal Puglia, attraverso la figura di Gloria Riso.

Sul versante imprenditoriale, la società Gest Resort, subentrata come nuova proprietaria dell’hotel, ha dimostrato apertura e disponibilità al confronto. Il suo amministratore unico, Marisa Bleve, ha agito in sinergia con l’avvocato Federico Marinelli per trovare una soluzione condivisa e sostenibile.

Secondo i rappresentanti sindacali Dell’Anna e Bevilacqua, l’intesa raggiunta va oltre la mera dimensione contrattuale: si tratta di un esempio di responsabilità sociale d’impresa. Il dialogo costruttivo tra pubblico e privato ha permesso di trasformare una possibile crisi in un’opportunità di continuità e rilancio per l’intero comparto.

L’accordo garantisce non solo la stabilità economica a 54 famiglie, ma anche la valorizzazione di un importante capitale umano legato all’ospitalità e al turismo di qualità. In questo modo, la trasformazione economica dell’immobile non ha prodotto effetti negativi sull’occupazione, preservando l’identità lavorativa della struttura e del territorio.

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