Incessante, spesso svolto in condizioni di pericolo e sempre improntato alla massima generosità: il lavoro dei vigili del fuoco nel territorio salentino continua a crescere per intensità e complessità. Il quadro che emerge dal report 2025 restituisce una fotografia chiara di un’attività sempre più gravosa, nella quale i numeri, pur non raccontando tutto, aiutano a comprendere la portata degli interventi affrontati.
Il primo dato che colpisce riguarda gli incendi di veicoli. Nell’arco dell’anno sono stati 371 i mezzi distrutti o danneggiati dalle fiamme, nella maggior parte dei casi per cause dolose. Nel conteggio rientrano anche le auto coinvolte indirettamente, parcheggiate vicino a quelle prese di mira. Si tratta di un aumento superiore al 20 per cento rispetto al biennio precedente, già caratterizzato da livelli preoccupanti. Non a caso, la provincia di Lecce continua a figurare tra le prime in Italia per il reato di danneggiamento seguito da incendio, categoria nella quale rientrano i roghi di autovetture nelle statistiche ufficiali.
Il secondo elemento critico riguarda l’estensione dei terreni andati in fumo. Gli incendi hanno interessato oltre 10mila ettari, un valore inferiore al picco registrato nel 2023 ma comunque doppio rispetto all’anno precedente. Solo nel periodo compreso tra giugno e agosto, il comando ha gestito 4.811 interventi, con una media di 53 al giorno. Una pressione operativa enorme, a fronte della quale torna con forza il tema della carenza di personale e mezzi, sollevato con regolarità dalle organizzazioni sindacali.
Il terzo aspetto riguarda l’aumento complessivo delle attività. Gli interventi totali per tutte le tipologie di emergenza sono saliti a 10.215, contro i 9.290 dell’anno precedente, mentre le ore di lavoro necessarie per completarli hanno raggiunto quota 12.950, in netto aumento rispetto alle 9.450 del 2024. Un dato che evidenzia non solo la quantità, ma anche la crescente durata e complessità delle operazioni.
Accanto a questi numeri, spiccano anche quelli legati al soccorso alle persone, con 1.571 interventi di salvataggio, in crescita rispetto ai 1.334 dell’anno precedente. In lieve calo, invece, gli interventi per incidenti stradali, scesi a 420 rispetto ai 451 del 2024. Rimangono sostanzialmente stabili le operazioni per dissesti statici, pari a 220, e quelle per danni causati dall’acqua, 182.
Tra i compiti istituzionali del corpo rientra anche la vigilanza antincendio durante grandi eventi e spettacoli, settore che ha registrato un incremento significativo: i servizi svolti sono passati da 340 a 490. Importante anche l’attività di formazione e prevenzione, con 266 addetti alla sicurezza esaminati, 687 nuove pratiche antincendio evase e 357 rinnovi periodici.
Il bilancio complessivo racconta di un territorio sotto pressione e di un corpo chiamato a rispondere a emergenze sempre più frequenti, confermando il Salento come un caso di rilevanza nazionale sul fronte degli incendi e della sicurezza.