A Lecce la movida torna sotto i riflettori, la sindaca Adriana Poli Bortone, ha annunciato l’intenzione di rivedere il regolamento per le attività notturne nel centro storico, in risposta a un’ondata di segnalazioni da parte dei cittadini, soprattutto tra via Ascanio Grandi e via Maremonti.
Le tensioni tra residenti e locali notturni si sono intensificate, alimentate da musica ad alto volume, comportamenti molesti, consumo di alcol e sostanze stupefacenti e dal mancato rispetto degli orari di chiusura. Episodi che hanno spinto il Comune ad aprire un nuovo tavolo con la Prefettura e il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tuttavia, il confronto con gli esercenti è partito in salita: su venti inviti, solo quattro gestori hanno preso parte all’incontro.
La sindaca ha espresso preoccupazione per la scarsa disponibilità al dialogo da parte degli operatori economici, sottolineando come ciò possa ostacolare il percorso.
L’iniziativa arriva dopo che una precedente ordinanza comunale era stata bloccata dal TAR, che aveva bocciato la disparità di trattamento tra strade limitrofe e sollecitato piuttosto un approccio organico, basato su controlli più efficaci. Il nuovo provvedimento si muove in questa direzione, con l’obiettivo di rafforzare la regolamentazione, ma senza compromettere l’economia locale.
Tra le misure in fase di valutazione: l’introduzione di limiti più severi sugli orari di chiusura, il divieto di utilizzo di fiamme libere, nuove regole igienico-sanitarie e maggiori controlli sul territorio. L’amministrazione non esclude anche un inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le norme.
Nel frattempo, crescono le lamentele dei cittadini, che denunciano episodi notturni di disturbo, uso improprio di fuochi pirotecnici e assembramenti incontrollati. Il Comune, consapevole del quadro complesso, si prepara a intervenire con un impianto normativo più solido, che possa tenere conto delle esigenze di tutti gli attori coinvolti: residenti, commercianti e turisti.