Il Salento riaccoglie la foca monaca: una nuova testimonianza a Torre Inserraglio

L’avvistamento a Torre Inserraglio rilancia la necessità di ampliare l’Area Marina Protetta per tutelare le specie rare

Il mare del Salento, da sempre simbolo di bellezza e biodiversità, continua a sorprendere. Il 24 febbraio, alle 7:30 del mattino, alcuni pescatori al largo di Torre Inserraglio hanno assistito a un incontro straordinario: un esemplare di foca monaca mediterranea (Monachus monachus), una specie che, fino a pochi decenni fa, sembrava estinta nelle acque italiane. La presenza di questa rara specie nel Mar Ionio è ormai una realtà consolidata, con avvistamenti che si susseguono dal 2020 nelle acque tra San Cataldo, Gallipoli e Porto Cesareo.

Quella che una volta era considerata una specie scomparsa dalle coste italiane fin dagli anni Ottanta sta ora mostrando una sorprendente fedeltà verso le acque del Salento. Le coste della zona, ricche di grotte marine ideali per il riposo e la riproduzione, si stanno rivelando non solo un punto di passaggio, ma un vero e proprio habitat preferenziale per la foca monaca.

Una necessità di protezione che stenta a decollare
Nonostante gli studi condotti dall’Area Marina Protetta (AMP) di Porto Cesareo, che hanno già censito grotte potenzialmente adatte e attivato monitoraggi con Ispra e Arpa Puglia, la protezione legale di queste acque resta incompleta. L’avvistamento a Torre Inserraglio ha riacceso il dibattito sulla necessità di ampliare l’Area Marina Protetta verso il parco di Porto Selvaggio, un’idea che è in sospeso da ormai vent’anni.

Mino Natalizio, uno dei tre consiglieri di amministrazione dell’AMP nominati dal Comune di Nardò, ha dichiarato: “È l’ennesima dimostrazione della necessità di ampliare l’AMP. Ci chiediamo come sia possibile che il Ministero dell’Ambiente, dopo una richiesta datata 2006, continui a chiedere approfondimenti tecnici ignorando che gli enti consorziati hanno già deliberato a favore e superato ogni conflitto”.

Un ecosistema da salvaguardare
L’importanza di tutelare il tratto di mare in questione è evidente. L’habitat della foca monaca, specie protetta a livello internazionale, rappresenta un patrimonio naturale che merita una protezione adeguata. Il mare del Salento, con la sua ricca biodiversità, si sta confermando come un “santuario” per le specie marine, e la foca monaca ne è la testimonianza più affascinante. Ma per garantirne la sopravvivenza e favorirne la crescita della popolazione, è fondamentale che la protezione legale del territorio venga finalmente completata.

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