Femminicidio di Taurisano, chiesto l’ergastolo per Albano Galati

La requisitoria della Procura davanti alla Corte d’Assise di Lecce ricostruisce l’omicidio di Aneta Danielczyk e il tentato omicidio della vicina che aveva cercato di aiutarla.

La Procura di Lecce ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per Albano Galati, il 57enne accusato dell’omicidio della moglie Aneta Danielczyk, avvenuto a Taurisano con oltre venti coltellate. Durante la requisitoria, il PM Luigi Mastroniani ha ricostruito la dinamica del delitto, includendo il tentato omicidio di una vicina di casa, rimasta ferita nel tentativo di difendere la vittima e considerata testimone chiave del processo.

L’accusa ha escluso qualsiasi vizio di mente: una perizia psichiatrica ha infatti confermato che l’uomo era pienamente capace di intendere e di volere. È stata inoltre contestata l’aggravante della minorata difesa, poiché la vittima soffriva di problemi di deambulazione che le hanno impedito di scappare. Il quadro probatorio è completato dalla testimonianza della figlia, che ha descritto un clima domestico segnato da anni di prevaricazioni e controllo ossessivo da parte dell’imputato.

La Corte d’Assise ha respinto la richiesta della difesa di accedere al rito abbreviato, poiché la legge ne vieta l’applicazione per i reati punibili con l’ergastolo. Dopo gli interventi dei legali di parte civile, il processo è stato aggiornato al 23 aprile per le arringhe difensive, mentre la sentenza è prevista per il 28 maggio.

La lite in casa, poi le coltellate: così è morta Aneta

 

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