Molestata su Whatsapp, con espliciti messaggi sessuali. E al rifiuto della donna, le bruciano l’auto. Lei denuncia l’uomo che la perseguita, ma i carabinieri della Compagnia di Casarano scoprono che i responsabili sono due, un 64enne e un 56enne, entrambi di Racale.
Le indagini sono partite appunto dalla denuncia fatta dalla donna nei confronti del 64enne che l’ha perseguitata per mesi attraverso messaggi sul telefonino, sino a quanto non le è stata bruciata l’auto. I sospetti, ovviamente, sono andati subito sul 64enne, ma secondo le indagini dei carabinieri all’azione contro l’auto della donna avrebbe partecipato anche un 56enne, che è stato denunciato dai militari. Mentre il primo è stato condotto in carcere a Borgo San Nicola – dove è a disposizione dell’autorità giudiziaria – per il 56enne è scattato il divieto di avvicinamento alla vittima, con applicazione del braccialetto elettronico.
Le indagini proseguono, perché si sospetta che alle azioni persecutorie nei confronti della donna possano aver partecipato anche altre persone oltre all’uomo arrestato e all’amico denunciato.
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