A oltre un mese dall’incendio che il 29 agosto ha interessato il centro di deposito e stoccaggio di rifiuti della Ecorisorse srl a Lequile, proseguono le verifiche sulle possibili conseguenze ambientali. L’attenzione si concentra ora soprattutto sulle ricadute dei fumi sui terreni e sulla vegetazione delle aree potenzialmente interessate.
A riportare l’attenzione sui dati registrati durante l’emergenza è stato il Comitato Prevenzione Incendi Salento, sulla base della documentazione trasmessa da Arpa. Nel primo giorno dell’incendio, le concentrazioni di diossine e PCB nell’aria sarebbero arrivate a livelli pari a quasi 50 volte il valore soglia nei pressi dell’impianto e a circa 20 volte nell’abitato di Lequile.
I valori sarebbero poi progressivamente diminuiti, tornando nella norma dal quarto giorno, in concomitanza con lo spegnimento definitivo del rogo. Il monitoraggio, tuttavia, non si esaurisce con i dati sulla qualità dell’aria.
Il passaggio considerato ora prioritario riguarda infatti la verifica delle eventuali sostanze depositate al suolo attraverso i fumi. Il Comitato ha evidenziato la necessità di una campagna di campionamenti ampia, da realizzare tenendo conto anche della direzione dei venti registrata nei giorni dell’incendio.
Arpa avrebbe già avviato le attività di campionamento sui terreni, alla ricerca di sostanze riconducibili al rogo. Il quadro delle ricadute al suolo non sarebbe però ancora completo. Per questo viene sollecitata l’estensione dei controlli anche ai comuni potenzialmente interessati dalla dispersione dei fumi.
Gli accertamenti assumono una rilevanza non soltanto ambientale, ma anche sanitaria ed economica, considerando le possibili ripercussioni sui terreni, sulla vegetazione e sulle produzioni delle aree coinvolte.
Sul fronte istituzionale, la Provincia di Lecce continua a seguire la situazione insieme ad Asl e Arpa. Gli enti stanno lavorando nell’ambito delle rispettive competenze per raccogliere gli elementi necessari a valutare gli effetti dell’incendio, senza limitare le verifiche alla sola fase dell’emergenza.
L’obiettivo è arrivare a un quadro completo delle eventuali ricadute sull’ambiente, sui suoli, sulle produzioni e sulla salute. I dati già disponibili vengono considerati meritevoli di approfondimento, ma la valutazione definitiva resta legata agli esiti dei nuovi campionamenti e delle analisi.
Per questo, al momento, l’indicazione è di proseguire con controlli scientifici e verifiche puntuali, evitando conclusioni anticipate. Saranno i risultati degli accertamenti a stabilire l’effettiva estensione delle ricadute e l’eventuale necessità di ulteriori misure a tutela del territorio e della popolazione.
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