Melissano, lo spaccio organizzato come un’attività commerciale: sconti, credito e consegne

Dalle promozioni natalizie ai pagamenti con carta di credito, fino alle dosi concesse a debito: le intercettazioni dell’inchiesta ricostruiscono il sistema che avrebbe consentito al gruppo di fidelizzare i clienti.

Uno spaccio organizzato secondo precise strategie commerciali, con promozioni, diverse modalità di pagamento e consegne anche nei comuni vicini. È il quadro che emerge dalle intercettazioni raccolte nell’inchiesta che ha portato a 12 arresti a Melissano, nell’ambito dell’operazione coordinata dalla procura di Lecce.

L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Angelo Zizzari, descrive un sistema che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato finalizzato non soltanto alla vendita di sostanze stupefacenti, ma anche alla fidelizzazione dei consumatori abituali.

Tra gli elementi emersi dalle intercettazioni figura una particolare iniziativa pensata per il periodo natalizio. S.C., ritenuto dagli inquirenti a capo del gruppo, avrebbe valutato la possibilità di regalare pipe agli acquirenti di determinate quantità di droga, con l’obiettivo di incentivare le vendite.

Un meccanismo che, secondo gli investigatori, si affiancava alla possibilità di concedere stupefacenti a credito. I debiti dei clienti sarebbero stati annotati su taccuini e foglietti, permettendo di rinviare il pagamento e mantenere attivi i rapporti commerciali.

Le indagini della guardia di finanza avrebbero inoltre documentato diverse modalità di pagamento, dai prelievi con carta di credito alle ricariche Postepay. Tra gli elementi raccolti figurano anche numerose transazioni riconducibili agli acquisti di un cliente, per un importo complessivo di circa 2.000 euro.

Il principale punto di riferimento dell’attività sarebbe stato individuato nella villa della famiglia, in Contrada Madonnella, protetta da un articolato sistema di videosorveglianza. Durante l’esecuzione delle misure cautelari, i finanzieri avrebbero sequestrato nell’abitazione oltre un milione e 200mila euro in contanti.

Secondo la ricostruzione investigativa, lo spaccio non si sarebbe concentrato esclusivamente nella villa. Le cessioni sarebbero avvenute anche nei pressi del bar Movida, in via Felline, attività riconducibile alla famiglia C., oltre che attraverso consegne a domicilio e incontri in strada.

La rete avrebbe raggiunto anche altri centri del Salento, tra cui Matino, Ugento, Torre Mozza e Gemini, ampliando così il raggio d’azione del gruppo.

Redazione

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