La mobilitazione contro il caro carburanti continua a mettere sotto pressione il sistema dei trasporti e della distribuzione delle merci nel Sud Italia. Autotrasportatori e agricoltori mantengono attivi i presidi stradali in Calabria, Sicilia e Puglia, denunciando l’insostenibilità dei costi e chiedendo risposte concrete alle istituzioni. La protesta, alimentata dall’aumento del prezzo del gasolio, sta producendo conseguenze che vanno oltre il settore della logistica, coinvolgendo progressivamente anche le attività commerciali, le aziende agricole e i servizi di trasporto passeggeri.
Secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio si è avvicinato alla soglia dei 2,3 euro al litro. Una crescita che, secondo le stime del Codacons, equivale a un aumento di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per le categorie coinvolte, il rincaro rappresenta un aggravio significativo, soprattutto per le imprese che dipendono quotidianamente dai mezzi alimentati a carburante per svolgere le proprie attività.
Supermercati, preoccupazione per frutta, verdura e prodotti freschi
La protesta sta mettendo alla prova anche la distribuzione alimentare. Le aperture domenicali hanno consentito a molti supermercati di continuare a servire i clienti, ma le disponibilità nei magazzini potrebbero risultare sufficienti soltanto fino alla serata del 19 ottobre.
Se il blocco dei mezzi pesanti dovesse proseguire senza una soluzione, i primi problemi sugli scaffali potrebbero riguardare frutta, verdura, latte e carne. Si tratta di prodotti particolarmente sensibili ai ritardi logistici, perché la loro conservazione dipende da tempi di trasporto adeguati e, in molti casi, dal mantenimento della catena del freddo.
Le criticità non interessano soltanto i punti vendita. Anche produttori e aziende agricole rischiano di subire danni economici a causa dell’impossibilità di consegnare regolarmente la merce. I prodotti rimasti nei luoghi di raccolta o di lavorazione potrebbero deteriorarsi prima di raggiungere i consumatori, con perdite difficili da recuperare.
Al momento non risultano segnalati assalti generalizzati ai supermercati, ma tra i cittadini cresce l’attenzione verso la disponibilità dei beni di prima necessità. Preoccupazioni sono state espresse anche per eventuali ripercussioni sulle forniture farmaceutiche. Per quanto riguarda i medicinali, tuttavia, il quadro appare meno critico: secondo gli operatori del settore, i farmaci sono esclusi dal blocco e i depositi continuano a effettuare le consegne.
Gli agricoltori chiedono interventi contro i costi di produzione
Accanto ai trasportatori continua la protesta delle aziende agricole, che denunciano difficoltà crescenti nel sostenere le spese necessarie alla produzione. L’aumento del carburante incide direttamente sul funzionamento dei mezzi agricoli, sulle attività di raccolta e sul trasporto dei prodotti verso i mercati.
Nel presidio di contrada Bianchino, a Castrovillari, i manifestanti hanno segnalato una partecipazione in crescita, con produttori provenienti da Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo. La mobilitazione ha raccolto anche manifestazioni di solidarietà da parte di cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali.
Tra i partecipanti e i sostenitori sono stati segnalati sindaci e consiglieri di comuni vicini, esponenti del Consiglio regionale e rappresentanti della minoranza del Comune di Castrovillari. La presenza di studenti e studentesse del liceo scientifico è stata indicata dagli organizzatori come un segnale di attenzione verso le prospettive economiche e sociali del territorio.
Non sono mancate, tuttavia, le polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale. I promotori del presidio hanno contestato l’assenza del sindaco e della maggioranza, sottolineando la differenza rispetto al sostegno manifestato da altri esponenti politici e da una parte della cittadinanza.
Salvini convoca le categorie: incontro il 20 ottobre
Sul piano nazionale, il governo tenta di individuare una via d’uscita alla vertenza. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha anticipato al 20 ottobre il confronto con le rappresentanze degli autotrasportatori, convocando anche le organizzazioni autonome attive in Calabria, Sicilia e Puglia.
L’incontro è fissato per le ore 15 a Milano e dovrebbe vedere la partecipazione del viceministro Edoardo Rixi. L’obiettivo è affrontare le richieste delle categorie interessate e verificare le condizioni per superare la fase di protesta.
La convocazione, però, non ha determinato un’immediata sospensione dei presidi. I manifestanti intendono attendere gli esiti del confronto prima di valutare eventuali cambiamenti nella mobilitazione.
Le prossime ore saranno decisive soprattutto per le regioni in cui le scorte di carburante risultano più limitate. Un’intesa tra governo e categorie potrebbe contribuire a ripristinare la regolarità dei rifornimenti e della circolazione, mentre un prolungamento del fermo rischierebbe di ampliare i disagi per imprese, lavoratori e consumatori.
La questione non riguarda soltanto il costo del gasolio, ma anche la capacità delle filiere produttive di continuare a operare senza interruzioni. Per trasportatori e agricoltori, il confronto istituzionale rappresenta quindi un passaggio cruciale per ottenere risposte sulle condizioni economiche delle rispettive attività e sulla sostenibilità dei costi di esercizio.
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