Il 12% dell’acqua non arriva nelle case di Lecce, che pure è tra le città più virtuose d’Italia

In Italia le reti vecchie sprecano il 42% dell'acqua pubblica, la Puglia migliore regione del Meridione

acqua

Ogni giorno dei 233 litri in media a testa immessi nella rete non arrivano nei rubinetti delle case e delle aziende leccesi. Può sembrare uno spreco notevole (ed anche un solo litro lo è, soprattutto di fronte alla siccità che in estate colpisce zone sempre più vaste dell’Italia), ma si tratta di uno dei risultati migliori tra i capoluoghi di provincia italiani.

Il 12% di acqua persa nelle condutture è il quart’ultimo miglior risultato in Italia, dietro a Como (la migliore, con il 9,2%), Pavia e Monza.

A stilare la classifica del livello di spreco delle condutture è stata la Cgia di Mestre, che ha utilizzato gli ultimi dati a disposizione, relativi al 2022.

Una classifica dello spreco di acqua che va da Potenza, dove non arriva nelle case il 71% dell’acqua immessa, appunto a Como, dove il valore si attesta intorno al 9,2%.

In Puglia bene anche Brindisi, dove lo spreco di acqua è al di sotto del 16%. La situazione peggiore nella regione si registra a Taranto, dove viene perso quasi il 48% dell’acqua immessa (è il 31esimo risultato maggiormente negativo).

La Puglia, con 106 litri a testa persi rispetto ai 262 al giorno a disposizione (40,7%) è la regione del Meridione con la situazione meno negativa. In un’Italia dove, complessivamente, si perde oltre il 42% dell’acqua immessa nelle reti pubbliche.

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