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Morte dj Ivan Ciullo, la perizia di parte: “Impossibile che si tratti di suicidio”

I risultati di una relazione presentata alla Procura

Il cordone intorno al collo del noto Dj Ivan Ciullo, che è stato tragicamente trovato appeso a un ulivo nel Salento nel 2015, sembra non fosse stretto e il cavo non era sotto tensione, il che rende impossibile che abbia esercitato la forza necessaria per causare il soffocamento. Di conseguenza, l’ecchimosi a forma di X riscontrata dietro il collo del DJ non sarebbe stata causata né dalla fase iniziale né da una fase intermedia di stretta del cavo intorno al collo, ma avrebbe avuto un’altra causa sottostante.

Queste sono le conclusioni di un consulente incaricato dalla famiglia di Ciullo, basate su una ricostruzione dell’evento utilizzando un manichino con le stesse caratteristiche fisiche di Ivan. La famiglia intende con questa simulazione ribadire che il DJ salentino non si è tolto la vita, ma è stato vittima di un omicidio orchestrato per poi essere inscenato come un suicidio. Questa ricostruzione dettagliata dell’evento è stata presentata in una relazione consegnata alla procura, che nel luglio scorso ha modificato l’ipotesi di reato passando dall’indagine per istigazione al suicidio a quella di omicidio. Inoltre, è stata aggiunta alla lista degli indagati una persona con cui Ivan collaborava, un musicista. Attualmente, la procura sta anche cercando di recuperare tutti i dati contenuti in un hard disk precedentemente depositato da un consulente tecnico.

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