Domani 19 gennaio sarà un giorno importante per la campagna nazionale contro la riduzione del Fondo nazionale dedicato alla lotta contro i disturbi dell’alimentazione (DCA). La mobilitazione, inizialmente confermata, si è ora espansa a 28 città in tutta Italia, dove i manifestanti solleciteranno il Governo a riconsiderare la sua posizione.
In particolare, in Puglia, si terranno manifestazioni in tre importanti località: Bari, Lecce e Martina Franca. Nonostante le rassicurazioni preliminari emerse dal Ministero della Salute, l’insoddisfazione permane. Un portavoce di Udu Lecce ha dichiarato: “Restiamo fermi sulla nostra posizione finché non assisteremo alla ratifica dell’emendamento al Decreto Milleproroghe che assicura nuovi finanziamenti al fondo DCA. È fondamentale che il Governo ci ascolti e intervenga con urgenza. Ogni ritardo potrebbe avere conseguenze gravi sui programmi di assistenza per chi soffre di disturbi alimentari”. È stato inoltre sottolineato che in Italia circa 4 milioni di persone sono affette da questi disturbi, con un tragico bilancio di 4mila decessi all’anno.
Sabrina Loparco, coordinatrice dell’Udu Lecce, ha rinnovato l’appello al Governo: “Chiediamo il ripristino del fondo DCA per garantire un accesso immediato e universale alle cure. È essenziale investire nel sistema sanitario nazionale pubblico per non lasciare indietro nessuno”. Le proteste di venerdì, aperte a cittadini, associazioni e rappresentanti politici e sociali, saranno un palcoscenico per sostenere questa causa. “Noi studenti, particolarmente vulnerabili in quanto colpiti maggiormente dai DCA durante gli anni più critici, tra i 15 e i 25 anni, siamo in prima linea in questa battaglia”, ha aggiunto Loparco.
A Lecce la manifestazione inizierà alle 14:30 a Porta Napoli, seguito da un evento ufficiale alle 15:00. Successivamente, si terrà una tavola rotonda all’università, incentrata sull’accessibilità alle cure e l’importanza dell’argomento nei contesti accademici.
La mobilitazione è promossa da organizzazioni come Chiedimi Come Sto (UDU e Rete degli Studenti Medi), Fondazione Fiocchetto Lilla, Animenta DCA, Maruska Albertazzi e Silvia Persico. La protesta ha già ricevuto il sostegno di numerosi altri gruppi e individui.