Furgone in fiamme a Salve: sotto il mezzo trovato un dispositivo incendiario a tempo

Un incendiario artigianale è stato scoperto grazie al movimento del veicolo, che ha rivelato il congegno nascosto

Una notte di paura a Salve quella tra il 21 e il 22 marzo, quando un furgone Fiat Scudo parcheggiato in via Rosenberg è stato avvolto dalle fiamme. L’incendio, che ha colpito il veicolo di un 41enne imprenditore edile, si è rivelato ben più di un semplice rogo accidentale. Sotto l’effetto dei fenomeni elettrici causati dal fuoco, il furgone ha iniziato a muoversi spontaneamente per circa cinquanta metri, rivelando un dettaglio inquietante: un dispositivo incendiario a tempo posizionato sotto il mezzo.

L’allarme è scattato intorno alle 3:30 della notte, quando una squadra del distaccamento di Tricase dei vigili del fuoco di Lecce è intervenuta per spegnere l’incendio. Dopo aver domato le fiamme, i soccorritori hanno scoperto che il movimento del furgone aveva fatto emergere un congegno di fattura artigianale. Il dispositivo era composto da quattro bottigliette di plastica da 50 centilitri, riempite di liquido infiammabile, avvolte in uno straccio imbevuto della stessa sostanza. Il tutto era collegato a due piccole batterie utilizzate nei sistemi di allarme domestici, con timer e cablaggi pronti per attivare il congegno.

La scoperta ha allarmato ulteriormente, tanto che è stato necessario l’intervento degli artificieri della compagnia dei carabinieri di Lecce per disinnescare il dispositivo e mettere in sicurezza l’area. Nel frattempo, i carabinieri di Tricase avevano già provveduto a sigillare la zona per prevenire ulteriori rischi per la sicurezza pubblica. Fortunatamente, l’intervento tempestivo ha evitato danni a persone e cose.

Il furgone apparteneva a un imprenditore edile locale e l’episodio sta sollevando numerosi interrogativi. Le forze dell’ordine stanno indagando per capire la motivazione dietro questo atto intimidatorio, e se vi siano eventuali legami con l’attività professionale della vittima. Non si esclude che si possa trattare di un tentativo di rappresaglia o di minaccia nei confronti dell’imprenditore.

Le indagini sono ancora in corso, mentre il dispositivo incendiario trovato sotto il furgone potrebbe fornire indizi importanti per identificare i responsabili di questa tentata intimidazione.

Redazione

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