Nella provincia di Lecce negli ultimi otto anni sono spariti 2.780 autonomi “classici”, cioè gli artigiani, i piccoli commercianti e gli
agricoltori. Mentre invece, come nel resto d’Italia, crescono le partite Iva delle nuove professioni, quelle ancora senza un albo o un ordine professionale, come i web designer, i social media manager, i formatori, i consulenti agli investimenti, i pubblicitari, i consulenti aziendali, i consulenti informatici, gli utility manager, i sociologi, gli amministratori di condominio.
E poi ci sono coloro che prima svolgevano attività tradizionali da dipendenti, ma che poi, a seguito delle loro aziende, sono stati licenziati ed hanno dovuto aprire una partita Iva.
Tuttavia, rileva l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, al 31 dicembre scorso si contavano 5.045.000 lavoratori indipendenti. E sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, va segnalato che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2014.
I dati della provincia di Lecce
In Puglia negli 8 anni presi a riferimento gli autonomi “classici” sono passati da 247.628 a 230.627, con una perdita di 17.001 attività, pari al 6,9%.
Nella provincia di Lecce si sono persi 2.780 autonomi “classici”, passando dai 54.487 del 2004 ai 51.707 del 2022, ultimo dato disponibile (-5,1%).
Delle attività perse, 1969 sono artigiani, passati a 20.100 (-8,9%); 1.060 commercianti (28.619 nell’ultima rilevazione, -3,6). L’unico incremento si ha tra le partite Iva dell’agricoltura: nell’ultimo rilevamento sono 2.988: +249 (+9,1% rispetto al 2014).