L’inchiesta della Guardia di Finanza di Gallipoli, guidata dal sostituto procuratore Alessandro Prontera, ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 51 persone, tra cui figure di spicco della politica salentina, imprenditori e rappresentanti delle forze dell’ordine. La prima udienza del processo si terrà il 7 ottobre presso il tribunale penale di Lecce.
Due filoni principali d’indagine emergono dall’inchiesta. Il primo riguarda la mala gestione della cosa pubblica, con un focus sulla dismissione di beni appartenenti all’ex Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Puglia (ERSAP). Antonio Fasiello, funzionario regionale, avrebbe favorito l’assegnazione di immobili a persone a lui vicine, manipolando le procedure amministrative. Il secondo filone coinvolge alcuni membri delle forze dell’ordine, accusati di aver rivelato informazioni riservate e di aver effettuato accessi abusivi ai sistemi informatici per favorire interessi imprenditoriali.
Arresti e misure cautelari
L’operazione del settembre 2023 ha portato agli arresti domiciliari per tre persone. Per tutti e tre, il giudice Angelo Zizzari ha recentemente modificato la custodia cautelare, imponendo l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza. Inoltre, sette persone sono state soggette a misure interdittive, che prevedono la sospensione dall’incarico o dall’attività imprenditoriale.
L’inchiesta ha coinvolto numerosi individui di rilievo. La difesa è composta da numerosi avvocati, tra cui Umberto Leo, Antonio Quinto, Viola Messa, Luigi Corvaglia e Fabrizio Ferilli. La posizione di Angelo Fina è stata stralciata, e il Comune di Gallipoli è stato citato come responsabile civile.