Nessuna svolta nelle indagini sulla morte di Roberta Bertacchi

Nonostante la consulenza tecnica eseguita sul cellulare della vittima, non emergono elementi utili per risolvere il caso.

Le indagini sulla tragica morte di Roberta Bertacchi, non hanno portato a nuove rivelazioni. Sul telefono della ragazza non sono stati trovati elementi utili per chiarire le circostanze del decesso. L’unica certezza emersa è che il cellulare era stato utilizzato dalla giovane, che si rivolgeva al fidanzato con l’affettuoso soprannome di “Pupetto”.

Il fidanzato di Roberta, Davide Falcone, 34 anni, è attualmente indagato per istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia. Le autorità stanno esaminando anche le tre chiamate che Roberta aveva fatto al 118 due giorni prima della sua morte. Tuttavia, l’indagine resta aperta, in attesa della consulenza tecnica firmata dall’ingegnera Luigina Quarta, che non è ancora stata depositata. Sarà solo dopo il completamento di tutte le verifiche che la pm Simona Petrolo deciderà se archiviare il caso o proseguire con l’indagine.

Il corpo senza vita di Roberta Bertacchi era stato trovato sul balcone della sua abitazione il 6 gennaio, con una sciarpa del Casarano calcio legata al collo, regalo del fidanzato, noto tifoso della squadra. Gli amici della coppia avevano segnalato che la loro relazione, iniziata qualche mese prima, era stata caratterizzata da frequenti litigi e momenti di crisi.

Le incongruenze nei racconti della notte precedente la morte della ragazza sono oggetto di attenzione. Secondo Falcone, dopo aver accompagnato Roberta a casa, era tornato dai suoi figli. Tuttavia, alcuni testimoni riferiscono che, dopo una lite in un pub di Casarano, Roberta sarebbe rientrata a casa a piedi, seguita dal fidanzato, con il quale avrebbe avuto un altro diverbio.

La scena trovata dai carabinieri durante la perquisizione nell’appartamento ha alimentato ulteriori sospetti. Diversi oggetti erano sparsi per terra, suggerendo che potesse esserci stata una lite tra Roberta e il fidanzato all’interno dell’abitazione, ipotesi confermata anche da alcuni amici della vittima.

Nonostante i sospetti, l’ipotesi di una morte violenta non sembra prevalere, anche alla luce dei risultati dell’autopsia. Le lesioni al collo della giovane sarebbero compatibili con un suicidio, un dettaglio che ha portato gli inquirenti a concentrarsi su questa pista.

Davide Falcone, nel frattempo, si trova detenuto dal marzo scorso, a seguito di un’operazione che ha portato allo smantellamento di un sodalizio criminale. Nonostante ciò, il suo nome è stato inserito nel registro degli indagati, proprio per via delle incongruenze emerse nelle prime fasi delle indagini e per il rapporto turbolento che aveva con la vittima.

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