Domenica 3 novembre, sulla Tangenziale Est all’altezza dell’uscita 9/A, si è verificato un incidente mortale che ha coinvolto il 47enne Gianni Monittola, agricoltore originario di Cavallino, il quale ha perso la vita tragicamente. Nelle indagini è stato iscritto nel registro degli indagati un giovane di 21 anni di Copertino, con l’accusa di omicidio stradale.
Secondo le prime ricostruzioni, Monittola aveva appena fermato la sua Fiat Punto ed era sceso dal veicolo, presumibilmente per aprire la portiera. In quel momento è stato investito da un furgone Mercedes Vito in transito. L’impatto, estremamente violento, ha scaraventato Monittola a diversi metri di distanza, dopo che l’uomo è stato colpito dallo sportello del suo stesso veicolo. I soccorsi sono stati allertati immediatamente, ma i sanitari del 118, pur giungendo rapidamente, non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita.
Le indagini, coordinate dal pm Alessandro Prontera, puntano a chiarire la dinamica dell’incidente. A tal fine, è stata disposta una consulenza tecnica affidata all’ingegnere Lelly Napoli, affiancato dagli esperti Evaldo Durante, nominato dalla difesa dell’indagato (rappresentata dall’avvocato Cosimo Poci), e Antonio Sacino, designato dai familiari della vittima (assistiti dall’avvocato Alessandro Stomeo). Questo primo accertamento si concentrerà sulla ricostruzione dell’incidente per verificare eventuali responsabilità o situazioni che possano aver contribuito alla tragedia.
In parallelo, un secondo accertamento verrà effettuato sui dispositivi cellulari dell’indagato e della vittima, affidato all’ingegnera informatica Luigina Quarta. Questo controllo servirà a chiarire se qualcuno dei soggetti coinvolti stesse utilizzando il cellulare al momento dell’incidente. Gli esperti avranno un periodo di sessanta giorni per completare e depositare le perizie.