Il 5 novembre scorso si è verificato un episodio di violenza domestica che ha portato alla condanna di un uomo a 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione. L’uomo, di origini albanesi, è stato riconosciuto colpevole di lesioni personali aggravate. L’aggressione si è consumata durante un acceso litigio tra i coniugi, culminando in una serie di violenze fisiche che hanno richiesto l’intervento dei carabinieri e il ricovero della donna presso l’ospedale di Scorrano.
Secondo quanto emerso, durante il litigio l’uomo avrebbe strattonato la moglie facendola cadere a terra, colpendola ripetutamente con pugni alla testa e alle tempie, stringendole al contempo la gola con le mani. Nonostante il tentativo disperato della donna di rifugiarsi in bagno, l’aggressore è riuscito a sfondare la porta, continuando a colpirla con calci e pugni fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Tra le ferite riportate dalla donna; un trauma cranico, ematomi sulla testa, escoriazioni sul collo, oltre a contusioni al gomito destro e graffi sul ginocchio. Le lesioni sono state refertate dai medici del pronto soccorso di Scorrano, che hanno confermato la gravità dell’accaduto.
Il caso è stato esaminato dalla giudice Bianca Maria Todaro, della prima sezione penale, che ha emesso la condanna per lesioni personali aggravate. L’uomo, già detenuto dal momento dell’arresto, continuerà a scontare la pena in carcere. Durante il processo, l’imputato è stato assistito dall’avvocata Simona Tommasa Mancini.