Caso di presunti maltrattamenti su un bambino di sette anni, operaio di 41 anni, residente in un comune salentino, ora è indagato per maltrattamenti aggravati in famiglia. L’indagine è partita grazie alla segnalazione di un’insegnante, insospettita dal contenuto di un compito scolastico in cui il piccolo aveva scritto: “Papà mi dà le botte e poi mi mette in castigo”.
Le violenze, secondo quanto emerso, sarebbero iniziate quando il bambino aveva solo quattro anni. Rimproverato spesso per motivi futili, come il semplice desiderio di utilizzare il computer, veniva punito con atti di violenza fisica e costretto a subire punizioni umilianti. La madre del bambino, nei giorni scorsi, ha sporto denuncia ai carabinieri, descrivendo episodi specifici. in un caso, il piccolo sarebbe stato colpito con un calcio, riportando un impatto violento contro il muro.
La vicenda sarà ulteriormente chiarita durante un incidente probatorio, che avverrà davanti alla giudice per le indagini preliminari Tea Verderosa. L’obiettivo è acquisire la testimonianza del bambino come prova processuale, tenendo conto della sua “particolare vulnerabilità”, come sottolineato nella richiesta della pm.
Oltre alla testimonianza diretta del minore, sarà fondamentale l’intervento di una psicologa incaricata di valutare l’attendibilità delle sue dichiarazioni. Il piccolo, attualmente, vive con la madre in un’altra abitazione.