Si riapre il caso di Giovanni Camassa, l’agricoltore salentino condannato all’ergastolo per l’omicidio di Angela Petrachi, giovane madre di Melendugno uccisa nel 2002. Il processo di revisione ha preso il via ieri mattina presso la Corte d’Appello di Catanzaro, con una svolta significativa: il 17 febbraio verrà ascoltato in aula il professor Adriano Tagliabracci, consulente della difesa, la cui analisi genetica ha portato alla luce nuove tracce biologiche sulla scena del crimine.
Angela Petrachi, 31 anni e madre di due figli, scomparve il 26 ottobre 2002 e venne trovata morta il successivo 8 novembre in un boschetto di Borgagne. Il corpo presentava segni di sevizie e violenze. Camassa, inizialmente assolto in primo grado, fu poi condannato in via definitiva nel febbraio 2014 per omicidio aggravato, violenza sessuale e vilipendio di cadavere. Ora, però, nuove analisi condotte con un sofisticato software di ultima generazione hanno identificato un’unica traccia genetica sulle calze di nylon della vittima, riconducibile a un uomo inizialmente indagato e con il quale Petrachi aveva avuto una relazione in passato.
Durante l’udienza, il difensore di parte civile, che rappresenta i due figli della vittima, ha richiesto una perizia scientifica per verificare la validità dei risultati ottenuti dalla consulenza difensiva. Nel frattempo, Giovanni Camassa ha seguito il processo da remoto dal carcere di Lecce, dove sta scontando la pena dell’ergastolo.
L’udienza del 17 febbraio potrebbe rivelarsi decisiva per valutare l’impatto delle nuove prove genetiche sulla richiesta di revisione del processo.