L’agricoltura pugliese si trova a un bivio generazionale. Da un lato, il settore offre un’opportunità concreta per i giovani che desiderano investire nel territorio, sfruttando le risorse messe a disposizione dalla Politica Agricola Comune (PAC) e dagli strumenti di sostegno nazionali. Dall’altro, le difficoltà nell’accesso al credito e alla terra, oltre a un quadro demografico sfavorevole, rappresentano sfide significative per il ricambio generazionale.
Di come apportare un cambio di passo si è discusso durante l’assemblea dei Giovani agricoltori pugliesi di Confagricoltura (Anga Puglia).
Secondo il “Rapporto Giovani e Agricoltura 2024” di ISMEA, la Puglia conta circa 5.500 imprese agricole giovanili sul totale di 76mila imprese agricole. Seppur in leggerissimo calo rispetto al 2018 (solo – 0,3), il dato dimostra una tenuta migliore rispetto ad altri comparti produttivi e ad altre regioni, segnale che l’agricoltura pugliese attrae giovani imprenditori.
Le aziende condotte da giovani producono il 15% del valore economico dell’agricoltura nazionale, con una produttività media per ettaro superiore alla media europea. Tuttavia, il valore economico medio generato dall’impresa giovanile italiana, pari a 82,5 mila euro, resta inferiore a quello di Francia e Germania, evidenziando la necessità di un ulteriore supporto per la crescita.
“L’agricoltura pugliese – ha evidenziato Dell’Aquila a margine dell’incontro – ha tutte le potenzialità per diventare un motore di sviluppo per i giovani, ma servono interventi mirati e concreti. L’accesso semplificato alla terra e al credito, un maggiore supporto formativo e un miglioramento delle infrastrutture digitali nelle aree rurali sono passi fondamentali per garantire un futuro sostenibile al settore. In un contesto di invecchiamento della popolazione e di spopolamento delle aree interne, investire sui giovani agricoltori significa investire sul futuro economico della Puglia”.
Uno degli ostacoli principali per i giovani agricoltori pugliesi è l’accesso al credito che frena sia il cambio generazionale e sia l’ingresso di nuovi imprenditori agricoli che non vengono dal settore. In particolare, i prestiti a medio e lungo termine, essenziali per gli investimenti aziendali, sono diminuiti del 5,4%, penalizzando proprio i giovani imprenditori. A ciò si aggiunge il problema del costo elevato della terra in Italia, sei volte superiore a quello francese e tre volte più alto rispetto alla media UE. In Puglia, il mercato fondiario risente di questa dinamica, rendendo difficile l’acquisto di terreni per i giovani agricoltori.
Nodo cruciale è dunque anche la formazione. “La Puglia – ha detto – conta una solida rete di istituti tecnici agrari e università con indirizzi agro-forestali, ma il settore stenta ad attrarre nuove generazioni. Per rendere più attrattivo il settore, occorre migliorare l’immagine dell’agricoltura come scelta professionale e rafforzare i percorsi di formazione e consulenza, in modo che i giovani possano accedere più facilmente alle opportunità offerte dal settore”.
All’incontro, al quale ha preso parte il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro, sono stati riconfermati il presidente Donato dell’Aquila (nella foto) e la vicepresidente Francesca Margarito.