Condannato per maltrattamenti a madre e familiari, pena sospesa per 20enne di Taurisano

Il giovane costringeva i familiari a vivere nel terrore tra minacce, aggressioni e richieste di denaro. Il tribunale stabilisce un percorso rieducativo obbligatorio

È stato condannato a due anni di reclusione, con pena sospesa subordinata a un percorso di recupero, il 20enne M.C. di Taurisano, riconosciuto colpevole di ripetuti maltrattamenti nei confronti della madre, del compagno di lei e del fratello minorenne.  Minacce di morte, insulti e percosse sarebbero stati all’ordine del giorno, con la madre costretta a consegnargli denaro sotto pressione psicologica. In più occasioni, anche il compagno della donna sarebbe stato vittima di aggressioni, una delle quali avrebbe richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Il fratello minore era bersaglio costante di offese e violenze, trattato con disprezzo e accusato di essere il “preferito” della madre.

I giudici hanno parzialmente accolto le tesi difensive presentate dalle avvocate Ada Alibrando e Silvia Caroli, discostandosi di poco dalla richiesta avanzata in aula dal pubblico ministero, che aveva sollecitato una condanna a quattro anni. Fondamentale per la determinazione della pena è stata la conclusione di diverse perizie psichiatriche, che hanno riconosciuto nel giovane una parziale incapacità di intendere e volere al momento dei fatti.

Il tribunale ha concesso la sospensione della pena a condizione che l’imputato segua quotidianamente, per un anno, un percorso di recupero presso un ente o un’associazione riconosciuta, volto al reinserimento e alla gestione della rabbia, con l’obbligo di iniziare entro trenta giorni dalla definitività della sentenza.

 

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