Un nuovo caso di aggressione ai danni di un medico si è verificato intorno alla mezzanotte a Surbo, nel Leccese. Un uomo si è presentato quando il servizio era già chiuso dalle 22, chiedendo insistentemente un’iniezione. Di fronte alla legittima richiesta di attesa da parte del giovane medico di turno, l’uomo ha reagito con violenza fisica, colpendo il sanitario al volto. L’aggressore, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe un uomo anziano non identificato, che non risultava tra i pazienti registrati in precedenza.
I carabinieri sono intervenuti rapidamente, attivati dall’allarme lanciato subito dopo l’accaduto. Giunti sul posto, hanno raccolto la testimonianza della vittima e hanno avviato le indagini per identificare il responsabile. Gli inquirenti stanno attualmente analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza installate nella zona per tentare di ricostruire i movimenti dell’aggressore prima e dopo il gesto.
Il medico, scosso ma non gravemente ferito, ha dichiarato che valuterà nei prossimi giorni se sporgere denuncia formale. Intanto, la vicenda riaccende il dibattito sulla sicurezza dei presidi sanitari, specie durante le ore notturne, e sulla necessità di strumenti più efficaci per prevenire aggressioni al personale medico.
Negli ultimi mesi, episodi simili si sono ripetuti con crescente frequenza in varie regioni italiane, l’assenza di vigilanza nei punti di guardia medica e l’impossibilità di controllare gli accessi durante la notte espongono il personale a rischi sempre più gravi, con conseguenze che vanno ben oltre il danno fisico.
Il caso di Surbo si aggiunge a una lunga lista di aggressioni avvenute in contesti analoghi, dove il personale sanitario è stato spesso lasciato solo a gestire situazioni potenzialmente pericolose. Le istituzioni sanitarie locali e nazionali sono ora chiamate a rispondere con urgenza, rafforzando le misure di protezione e garantendo un ambiente di lavoro sicuro a chi ogni giorno presta servizio in prima linea.