Il Superbonus ha finanziato interventi appena sul 2,9% degli edifici residenziali della Puglia, poco più di 27.500. Una percentuale che è al di sotto della media italiana, che è del 4,1%, la terza peggiore nel Paese.
Con oneri a carico dello Stato per 6.034,7 milioni di euro, per una media di 218.980 euro.
La Puglia è anche una delle regioni italiane dove nei primi tre mesi di quest’anno si è speso percentualmente meno, (0,8%), per un importo di 92,8 milioni.
L’Ufficio studi della Cgia rileva come in Italia, sebbene da quest’anno l’incentivo sia sceso al 65%, nei primi tre mesi del 2025 gli oneri a carico dello Stato siano aumentati di altri 1,8 miliardi di euro. Pertanto, il valore economico complessivo del vantaggio fiscale riconosciuto a coloro che hanno utilizzato il Superbonus per finanziare i lavori di ristrutturazione/efficientamento energetico delle proprie abitazioni è salito a 126 miliardi.
Nel primo trimestre di quest’anno le uscite più significative per le casse pubbliche hanno interessato la Campania (+ 3,4% pari a +301,6 milioni di euro), le Marche (+2,5% che corrisponde a +87,6 milioni) e il Molise (+2,5% pari a 19,3 milioni).
Le regioni che, invece, in questo inizio 2025 hanno utilizzato meno il Superbonus sono state la Puglia (+0,6% con una spesa di +38,1 milioni di euro), la Valle d’Aosta (+0,6% pari a +3,4 milioni) e, infine, la Sardegna (+0,4% che corrisponde a +12,7 milioni di euro).